La pittoresca storia Raiola che vuole passare da agente generoso. Per Gigio chiede 10 milioni l’anno. Il Milan risponda: Non possiamo, non vogliamo, non dobbiamo

25.02.2021 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
La pittoresca storia Raiola che vuole passare da agente generoso. Per Gigio chiede 10 milioni l’anno. Il Milan risponda: Non possiamo, non vogliamo, non dobbiamo

Mino Raiola è un appassionato lettore di milannews e noi tutti, in coro, lo ringraziamo per l’interesse. Dev’essere per questo motivo che nei giorni scorsi, seccato per la fama conquistata sul campo di agente interessato più ai guadagni che alla carriera dei propri assistiti, il nostro è uscito dal riserbo solito (è una battuta, ndr) che lo contraddistingue e ha rilasciato una intervista difensiva per provare a tinteggiare di bianco la propria sagoma rotonda. Ha detto Raiola: “I miei calciatori non mi chiamano parassita”. Dichiarazione utile per far sapere che lui è in grado di offrire molti servizi alla sua scuderia oltre che incassare laute percentuali sui contratti rinegoziati e in particolare sui trasferimenti. “A me interessa quello che pensano i miei calciatori” ha aggiunto per testimoniare la buona fama di cui gode presso la clientela calcistica e il disinteresse per come viene rappresentato all’esterno. Che Raiola sia un procuratore molto attento al proprio guadagno non è un pettegolezzo da condominio. È documentato, per esempio, dalle dichiarazioni in tal senso rilasciate all’epoca dall’ex ds del Milan cinese Massimiliano Mirabelli il quale riferì di aver trovato nei conti del club una parcella molto onerosa relativa a Raiola. Non solo. Ma per il particolare epilogo di quel rinnovo, lo stesso agente si ritrovò con Donnarumma riconfermato al Milan senza incassare nemmeno un euro di commissione. Capirete bene lo “scorno”, come si dice dalle sue parti.

Adesso parlando di Haaland, uno dei suoi più promettenti e giovani assistiti reduce da alcune prodezze balistiche straordinarie, Raiola ha dichiarato: “Ci sono solo 10 club in grado di poterlo acquistare”. Ha già fatto la lista degli acquirenti aprendo l’asta in largo anticipo (se mai i tempi duri attuali glielo consentiranno). Questo è Raiola che si è pure lamentato per il fatto che la frase su Pogba (“ha concluso la sua parentesi all’United”) ha procurato la risentita reazione dello storico club inglese. In un solo caso noto Raiola si è comportato in modo generoso, quasi francescano. Nel caso di Mario Balotelli. Adriano Galliani ha infatti riferito di non aver versato un solo euro di commissioni all’agente. Francamente sarebbe stato clamoroso il contrario. Perché – diciamola tutta- è Raiola che dovrebbe versare un obolo al Monza per il solo fatto di avergli aperto le porte di Monzello!!!!! Tutto questo preambolo serve per arrivare alla spinosa questione Donnarumma. Non so francamente come finirà. E non conosco nemmeno quali siano le reali intenzioni del portiere rossonero il quale non si è ancora pronunciato in modo pubblico sulla volontà di restare ancora al Milan e di giocare, con la maglia rossonera, la prossima stagione. Quello che so è che il Milan -ed Elliott di conseguenza- non sono nelle condizioni di accettare l’irricevibile proposta di un contratto da 10 milioni di euro netti l’anno (20 milioni per le casse del club) in piena epoca Covid. Come fece Paolo Stoppa, nei panni del Papa assediato dai francesi che gli chiesero di arrendersi, durante il film Marchese del Grillo, anche il Milan dovrebbe rispondere: NON POSSIAMO, NON VOGLIAMO, NON DOBBIAMO.