Papu Gomez subito per lo scudetto, oppure Cutrone, ma servono anche Milenkovic o Kabak. E quando si incontra la Stella Rossa si vince la coppa

15.12.2020 00:00 di Alberto Cerruti   Vedi letture
Papu Gomez subito per lo scudetto, oppure Cutrone, ma servono anche Milenkovic o Kabak. E quando si incontra la Stella Rossa si vince la coppa

Partiamo dalla fine, cioè dal secondo gol di Theo Hernandez ce ha evitato la prima, ingiustissima, sconfitta del Milan contro il Pama. Quando gira tutto storto, dall’infortunio immediato di Gabbia ai quattro pali/traverse, bisogna sapersi accontentare e quindi per come si era (mal)messa la partita, il 2-2 finale equivale a un punto guadagnato e non a due persi. Nel 1993, quando il Milan di Capello aveva gli stessi punti dopo dieci giornate, perse l’imbattibilità-record di 58 partite proprio dopo una sconfitta in casa contro il Parma (gol di Asprilla) e poi vinse comunque lo scudetto. Nemmeno una sconfitta domenica sera avrebbe quindi cambiato i giudizio su questo Milan. E sottolineo “questo”, perché in gennaio il Milan va rinforzato con un altro “botto”, come un anno fa quando arrivò Ibrahimovic, dopo l’umiliante “manita” di Bergamo ricevuta dall’Atalanta. Anche stavolta c’entrano, sia pure per altri motivi, Bergamo e l’Atalanta, perché il capitano nerazzurro “Papu” Gomez ha rotto con Gasperini, come all’Inter avevano rotto con lui gli altri argentini Zanetti e Cambiasso. E allora il Milan ha il dovere di tentare il colpaccio, mettendosi d’accordo con il d.s. ex rossonero Sartori,  perché Gomez verrebbe di corsa al Milan e con la situazione che si è creata all’Atalanta la sua permanenza a Bergamo si trasformerebbe in un problema di spogliatoio, con il rischio di contagiare la sua rabbia ad altri compagni. Il giocattolo Atalanta non diverte più nessuno per colpa di Gasperini, ottimo come allenatore ma pessimo nei rapporti umani, mentre il Milan al contrario è diventato una bella famiglia. E allora ve lo immaginate il “Papu” Gomez che gioca al fianco di Ibrahimovic, o al suo posto quando non ci sarà lo svedese? Sì, perché 39 anni non bastano, malgrado il suo fisico bestiale, per evitare nuovi guai muscolari durante l’inverno o in primavera. E allora, se non sarà possibile arrivare a Gomez, bisogna assolutamente cercare un’alternativa in attacco. Cutrone, che avrebbe una voglia matta di rifarsi nel suo Milan, sarebbe l’ideale, altrimenti si cerchi un altro attaccante e non si commetta l’errore di dire che bastano Rebic e Leao, perché nessuno dei due può e sa fare la prima punta. Per lo stesso motivo bisogna correre ai ripari in difesa, come non è stato fatto l’estate scorsa quando non è arrivato il rinforzo chiesto da Pioli, che al contrario di Conte però ha avuto il buon gusto di non lamentarsi mai. I nomi sono sempre gli stessi: l’esperto Milenkovic della Fiorentina che può ripetere la felice esperienza di Kjaer, oppure il ventenne turco Kabak dello Schalke 04 già seguito dal Milan. Perché è vero che il Milan non è partito per vincere lo scudetto, ma se non si perde una partita stregata come quella contro il Parma vuol dire che è l’anno buono in campionato. E pensando al sorteggio per l’Europa League può essere l’anno buono anche in coppa. Prima di tutto perché il Milan è riuscito a vincere il girone grazie alla inattesa sconfitta del capolista Lilla contro il Celtic e poi perché, grazie a un sorteggio di conseguenza più favorevole, troverà come avversari nei sedicesimi la Stella Rossa. Per chi non ricordasse, nei due precedenti in coppa dei Campioni (nel 1988) e in Champions (nel 2006), dopo avere eliminato la Stella Rossa, il Milan ha vinto in finale. Prima

c’è stato l’indimenticabile 4-0 a Barcellona contro la Steaua Bucarest, poi l’ultima vittoria in assoluto in Champions, 2-1 ad Atene contro il Liverpool. E se non c’è il due senza il tre….