Sempre con il batticuore... I destini di Leao e Rebic. La settimana indimenticabile di Pioli. Le partite durano una mezzoretta: lo spettacolo costa caro

21.10.2022 00:00 di Luca Serafini Twitter:    vedi letture
Sempre con il batticuore... I destini di Leao e Rebic. La settimana indimenticabile di Pioli. Le partite durano una mezzoretta: lo spettacolo costa caro
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Se è vero come è vero che le sofferenze temprano anima e spirito, in queste prime 10 giornate di campionato la squadra di Pioli co ha fatto diventare tutti dei draghi: dal derby chiuso e riaperto, da Genova chiusa e riaperta, dall'altalena con l'Udinese alle trasferte di Empoli e Verona, studiate, concepite e realizzate per cuori forti, fortissimi. E' il risultato non solo del calendario ingolfato, dei problemi di integrità conseguenti, degli avversari sempre feroci e determinati come è normale che sia, ma anche del sistema di gioco e dell'assetto che i rossoneri stanno ancora studiando nel lungo rodaggio.

Se n'è andato un centrocampista di tamponamento solerte ed efficace come Kessie, sono ora in alternanza due trequartisti (tre con Adli) di spiccate attitudini offensive e - al momento - fisiologicamente poco propensi al ripiegamento. La difesa soffre della schermatura più blanda, oltre che del continuo cambio di interpreti in porta, tra i centrali e sulla fascia destra smembrata. Anche a sinistra si è dovuto fare a meno di Theo qualche volta. Sino a quando i ranghi non saranno ricomposti, e purtroppo fino al 2023 non sarà così, bisognerà continuare a sopperire a queste lacune con il senso del gruppo, della squadra, del gioco da affidare ovviamente ai solisti quando le difficoltà sembrano insormontabili.

A proposito di questo, non ci sono dubbi che Leao e Rebic, un gradino sopra agli stessi Hernandez e Tonali, siano quelli pià propensi a spaccare partite e risultati. Per il primo si profila un rinnovo di contratto non semplice, con la buona volontà di entrambe le parti (a quanto risulta), ma con la spada di Damocle del lodo Sporting Lisbona che costerà svariati milioni e Rafa. Per il secondo è giunto probabilmente il momento di riproporlo dall'inizio in qualche occasione, vista la sequenza senza sosta che attende il Milan da qui a un mese. 

E' una settimana che Stefano Pioli porterà nel cuore: ha raggiunto le 150 panchine con questa squadra, è rimasto l'unico europeo imbattuto in trasferte di campionato nel 2022, è stato premiato come miglior allenatore della passata stagione al "Gran Galà del calcio", giovedì ha compiuto 57 anni ed è salito al secondo posto tra i tecnici della storia rossonera con la percentuale più alta di vittorie in serie A (62%), dietro al 64% di Lajos Czeisler e davanti ad Ancelotti, Guttmann e Allegri. Ci sono moltissimi altri numeri che suggellano un triennio d'oro per lui, ma gli scettici diminuiscono in percentuali inferiori rispetto alla sua ascesa. Non è un problema: persino Guardiola, Klopp, Ancelotti e tanti altri big non riescono a convincere tutti. Del resto persino Gesù fallì nell'impresa su questa terra. 

Ci siamo accorti tutti di quanto le sceneggiate in serie A facciano somigliare sempre di più il nostro calcio al rugby, ma i dato del secondo tempo di Verona (21' effettivi) è il peggiore mai visto. Nonostante i biglietti stadio continuino a costare un occhio della testa, non solo da noi, nessuno ai vertici delle istituzioni pallonare - a parole schieratissime in difesa dei diritti dei tifosi - ha intenzione di prendere in considerazione l'ipotesi del tempo effettivo. Così i recuperi a fine primo e secondo tempo li decide a occhio l'arbitro, offuscato dalla stanchezza (a quel punto) come i giocatori e nonostante contribuiscano essi stessi alle perdite di tempo, con veri comizi in mezzo a drappelli di calciatori, ramanzine interminabili, protocolli interminabili per punizioni, corner, rigori e quant'altro. Urgono provvedimenti o si arriverà, prima o poi, a contestazioni cruente. Della serie: "Ve l'avevo detto".