Su Kessie ci sono solo due strade: concedergli 8,5 milioni o perderlo. La terza via (cederlo) non è percorribile. Ibra: niente scherzi con Sanremo

26.08.2021 00:00 di Franco Ordine   vedi letture
Su Kessie ci sono solo due strade: concedergli 8,5 milioni o perderlo. La terza via (cederlo) non è percorribile. Ibra: niente scherzi con Sanremo
MilanNews.it

Adesso che tutte le posizioni in campo sono ben definite, possiamo concludere il dibattito sul contratto di Kessiè ed esprimere una opinione che tiene conto del quadro non solo della cornice. Ricapitoliamo i capitoli più importanti: il Milan comincia a parlare con Kessiè che fa trapelare una richiesta vicina ai 6 milioni; l’azionista interviene e offre il via libera per salire dai 4,5 milioni iniziali (raddoppio dello stipendio attuale) così da accontentare il giocatore e anche i tifosi dopo la perdita di Donnarumma (inevitabile) e Calhanoglu (evitabile se l’area tecnica avesse avuto maggiore stima del turco, ndr); i rapporti tra Maldini e Atangana, l’agente, si raffreddano dopo uno scambio acido di battute; Kessiè dal Giappone rilascia una intervista (alla Gazzetta dello Sport) nella quale assicura “quando torno a Milano sistemo tutto e firmo”; durante i successivi colloqui tra l’agente e il ds Massara la richiesta sale vertiginosamente fino a 7 milioni più 1,5 di bonus facilmente raggiungibili.

A questo punto si pone un problema serio. Maldini, dal suo canto, sostiene: “Le linee guida dell’azionista ci impongono di non andare oltre certe cifre per evitare gli errori commessi in passato e pagati cari”. Ora si apre la discussione e resistono due posizioni: 1) se Kessiè vuole così tanto lasciatelo andare via a zero tra un anno oppure cedetelo subito (operazione tecnicamente impossibile, ndr); 2) accontentatelo perché è uno dei pilastri del Milan di Pioli.

La mia personale posizione è questa: l’area tecnica dovrebbe superare eventuali screzi personali e affrontare con decisione la questione coinvolgendo direttamente il calciatore. Hai detto questo: cosa fai, ti tiri indietro? Elliott deve sapere che avendo già speso una bella cifra (70 milioni) sul mercato per qualche decina di milioni può far disperdere gli effetti positivi dell’investimento. È come se uno acquistasse casa nuova, la disegnasse grande e comoda, la dotasse di box e giardino ampio e poi per non spendere altri soldi risparmiasse sull’arredo. È evidente che l’affare Kessiè, se risolto potrebbe dare impulso e spinta psicologica a tutto l’ambiente. Anche questo dato va preso in considerazione. Non nascondo che molti addetti ai lavori sostengono esattamente il contrario: e cioè visti gli appetiti indecenti degli agenti è venuto il momento di mostrare gli artigli e di correre il rischio di perdere a zero calciatori importanti pur di far capire all’ambiente che non ci si piega ai ricatti. Elliott deve vendere il Milan. E venderlo con qualche asset tecnico in più aumenta il valore, al netto dello stadio al di là da venire.

Ultima annotazione su Ibrahimovic. Un suo post, indirizzato ad Amadeus e signora, e che sembra una provocazione, rilancia il tema del festival di Sanremo. L’anno scorso, avendo accettato il Milan dopo l’accordo con la Rai, il club non potè nulla contro la partecipazione di Zlatan al festival che qualcosa è costato in termini più di immagine che di risultati (era infortunato). Quest’anno, sulla scorta dell’esperienza, ci è stato detto che il Milan si è assicurato l’esclusiva di Ibra. E quindi non ci dovrebbero essere rischi di questo genere. Anche perché in più rispetto alla passata stagione c’è la Champions.