Non solo la dirigenza: anche il Milan di Allegri è stato un fallimento tecnico
La confusione all'interno del Milan è allucinante, quasi surreale. Eravamo tutti d'accordo nella scorsa estate: sarebbe servita una figura in grado di compattare quanto meno il gruppo, inteso come squadra, staff tecnico e tifosi, visto che Milan inteso come proprietà è purtroppo tutto un altor mondo. Così, la scelta è ricaduta su Massimiliano Allegri, allenatore risultatista e grande gestore del gruppo. Nella passata stagione il Diavolo aveva avuto problemi all'interno dello spogliatoio e quindi ecco come Allegri avrebbe dovuto avere il compito di appianare le divergenze tra giocatori e ambiente. Tutto inutile, ancora una volta. Nonostante questo però, il Milan ha anche acquistato calciatori esperti come Luka Modric e Adrien Rabiot, scelto proprio da Max nell'ultimo giorno di mercato estivo. Ad Allegri veniva chiesto un risultato: riportare il Diavolo a giocare la Champions League. Una missione tristemente fallita dopo aver incantato e quasi meravigliato nel girone d'andata, ma non solo. Fino a ieri post partita i rossoneri hanno sempre vissuto nelle zone nobili della classifica, tra secondo e terzo posto negli ultimi 3 mesi. Non basta. Un girone di ritorno infernale e disastroso ha condannato il Milan all'Europa League, sentenziando anche sulla fine della seconda avventura a Milano di Massimiliano Allegri, licenziato in tronco insieme a Moncada, Tare e Furlani.
Un disastro tecnico e tattico: Max, che hai fatto?
E' un autentico disastro. Poco da dire, il Milan di Massimiliano Allegri, ormai ex tecnico rossonero ha fallito l'unico vero e reale obiettivo stagionale: la qualificazione in Champions League per la prossima stagione. Un tracollo inaccettabile, disastroso e una media punti, nel girone di ritorno da zona salvezza. Se prese solo le partite giocate nella seconda metà della stagione, il Milan avrebbe terminato il proprio campionato al 17^ posto. Non esiste, soprattutto dopo il fallimento totale della passata stagione. Così, l'aria di rivoluzione è già realta, con Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic intenti, per modo di dire, a ridare un po' di concretezza ad un progetto ormai morto e sepolto, anche e soprattutto per colpa loro. Via Furlani, Moncada, Tare e Allegri.
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