Chi non segna non vince E' la dura legge del calcio

Chi non segna non vince E' la dura legge del calcioMilanNews.it
© foto di ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS
lunedì 8 ottobre 2012, 10:00Primo Piano
di Luca Guazzoni

Ci sono partite un po’ così, con quella faccia un po’ così. E il derby di ieri sera per i milanisti è stato proprio quel genere di partita. Lascia talmente tanto amaro in bocca che anche una bella manciata piena di zucchero non è abbastanza per addolcire il palato. Su Twitter e Facebook i commenti si sono sprecati: chi ha insultato l’arbitro, chi ha insultato Allegri, chi ha inneggiato al ritorno di un favoleggiante Pato. Un bel fritto misto di pareri. E anche in tribuna stampa ognuno sembrava aver visto una partita diversa. Chi parlava di un bel Milan, chi di una bella Inter, chi dileggiava la mediocrità tecnica di una partita comunque divertente.
Ma in pochi hanno centrato il vero punto della questione: il Milan non va mai a segno, sterile come un anziano impotente di fronte ad uno stuolo di bionde.

Il gioco è già quello che è, con una circolazione di palla che gira più lenta della fila al casello di Melegnano il primo agosto, se poi nemmeno la mira aiuta i rossoneri, il danno è fatto. Perché tutto si può imputare al Milan tranne il fatto di non averci provato. Ma se Boateng non prende la porta neanche per sbaglio, se Bojan collassa al suolo quando dovrebbe scartavetrare una fiocinata in porta e se Montolivo quella stessa porta la sfiora e basta, è inutile pensare di poter vincere. Sembra scontato ed in effetti lo è: se non si prende la porta non si segna. E se non si segna è impossibile vincere: vedi Samp o Anderlecht. Si può al massimo pareggiare. E all’Inter per godere 5 mesi sono bastati due tiri. Entrambi nello specchio.