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MN - Il non visto di Milan-Lecce: nuova fluidità posizionale, Gila regista e il siparietto Maignan-arbitro

MN - Il non visto di Milan-Lecce: nuova fluidità posizionale, Gila regista e il siparietto Maignan-arbitroMilanNews.it
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Oggi alle 12:00Podcast MN
di Manuel Del Vecchio
Il racconto di Milan-Lecce visto da San Siro: analisi su modulo, interpretazioni e un paio di chicche non viste

Non è molto scorrevole cominciare un articolo di analisi facendo subito riferimento a delle dichiarazioni, ma quello che ha detto ieri sera Amorim è davvero troppo importante per parlare di Milan-Lecce con cognizione di causa. Anche perché poi il discorso può subito allargarsi. A DAZN il tecnico portoghese ha rilasciato dichiarazioni che hanno rasserenato i tifosi rossoneri: "Quello che ho percepito nelle ultime partite - e che avevo già provato allo stesso modo al Manchester United, motivo per cui non posso commettere di nuovo lo stesso errore - è che a volte non abbiamo le caratteristiche ideali per giocare in un determinato modo. Se non le abbiamo, dobbiamo adattarci un minimo: penso che oggi abbia funzionato, mentre in un'altra gara potremo tornare alla costruzione a tre. La cosa fondamentale è avere diversi modi di giocare, specialmente in Italia". E ancora: "Siamo migliorati molto. Penso che la libertà dei giocatori, il movimento e soprattutto gli inserimenti da dietro abbiano fatto la differenza. Nelle ultime partite abbiamo avuto qualche difficoltà perché avevamo una struttura davvero troppo rigida nelle posizioni, mentre oggi i giocatori avevano un po' più di libertà e, con un po' più di libertà, giocano meglio".

Quello che non è andato contro il Benfica è stato preso, analizzato e subito migliorato. Il Lecce certamente non è un avversario altrettanto sfidante, ma quante volte negli ultimi mesi, o anni, il Milan ha steccato partite in casa contro avversari sulla carta più deboli? Non era quindi per niente scontato, soprattutto perché l'ambiente si era fatto pesante. Amorim ha dimostrato spirito di adattamento e grande sincerità: ad oggi è stato sempre molto schietto e diretto. "Forse anche troppo", ha ammesso nel prepartita con un sorriso. 

Arriviamo finalmente alla partita: il Milan va in campo con un 4-4-2 (o 4-4-1-1 o 4-2-3-1 in base ai momenti) che sorprende un po' tutti. Il motivo? È presto detto. Avere più fluidità nelle posizioni offensive ed essere meno leggibili sugli esterni con le sovrapposizioni di Estupinan e Gila. In più, essere meno prevedibili nella regia durante l'uscita da dietro. Se col 3-4-2-1 l'origine dell'azione era spesso confinata alle zone centrali (Modric o Jashari che si abbassa, Gila sul centrodestra), allargare così tanto lo spagnolo ha dato molti meno punti di riferimento all'avversario. Aggiungiamoci un Gonçalo Ramos utilizzato chiaramente come boa ed ecco un Milan che ha avuto molte più soluzioni offensive. I gol lo dimostrato, al di là della bellezza dei gesti tecnici dei singoli. Sul lancio di Pavlovic c'è un Pulisic "libero" perché Ramos ha attirato su di sé l'attenzione sulla trequarti venendo incontro. Sul gol di Rabiot il francese scatta immediatamente - riconoscendo lo spazio che sta per crearsi - dopo il passaggio di Gila per Pulisic. Sul gol di Moreira c'è un recupero palla di Ramos sulla trequarti e poi la bella azione personale in velocità del belga.

Tre modi diversi di attaccare, tutti e tre molto efficaci. Si è notata subito la propensione a cercare la profondità, che col Benfica non era stato fatto: Pulisic, Chukwueze, Estupinan e Rabiot hanno provato a turno a lanciarsi alle spalle della retroguardia del Lecce. Rabiot, soprattutto, ha dimostrato una grande intelligenza tattica: i movimenti a venire incontro di Ramos e Pulisic, mentre gli altri giocatori offensivi rimanevano alti, creava uno spazio importante tra le linee che il francese ha man mano riempito sempre più. 

Gila è stato utilizzato da "terzino Guardioliano". A volte larghissimo, a volte in sovrapposizione, a volte da regista in una posizione ibrida tra linea difensiva e quella di centrocampo. Lo spagnolo, quando rimane concentrato sulla partita, ha dimostrato di avere delle letture di altissimo livello. Davvero inspiegabile con in estate il Milan non abbia avuto concorrenza per andare a prenderlo dalla Lazio.

Gonçalo Ramos merita un trafiletto: il portoghese ha lavorato tantissimo per la squadra, e questa volta non solo con tanta corsa. Ha giocato da rifinitore e ha creato le condizioni giuste per far sì che Pulisic, Saelemaekers e Chukwueze avessero spazio per ricevere e puntare la porta. Non ha segnato e ha avuto due sole occasioni pulite - il colpo di testa in cui è stato anticipato da De Winter ed il tentativo di rovesciata sul cross di Chukwueze - ma ha avuto un atteggiamente sempre positivo nei compagni: è stato il primo ad andare ad abbracciare Moreira dopo il gol del 3-0.

Piccola nota di colore: Maignan è corso a centrocampo dopo il gol di Rabiot per prendere una bottiglietta d'acqua. L'arbitro La Penna, lì vicino, gli ha chiesto un sorso per potersi rinfrescare: il capitano del Milan gliel'ha subito passata. Siparietto simpatico, che dimostra come il metro arbitrale generale di quest'anno crei un clima molto più disteso.

Per il resto della nostra analisi vi lasciamo al podcast allegato!