Cambi all'intervallo uguale scelte iniziali sbagliate: il Milan ha bisogno della sua ossatura

Cambi all'intervallo uguale scelte iniziali sbagliate: il Milan ha bisogno della sua ossaturaMilanNews.it
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Oggi alle 14:00Podcast MN
di Francesco Finulli
Se il Milan inizia a giocare solo con i cambi, c'è qualcosa che non va nelle scelte iniziali: Amorim deve trovare l'ossatura del Diavolo

Se c'è un elemento di continuità e ricorrente nell'inizio di stagione del Milan, questo è sicuramente il fatto che dopo i cambi di Ruben Amorim i rossoneri giocano meglio. Se da una parte questo denota una certa abilità del tecnico portoghese nel leggere l'evoluzione della gara, dall'altra denuncia un problema evidente nello scegliere la formazione giusta per cominciarla. Se su quattro gare su cinque ti servono i cambi per cambiare volto della squadra, qualcosa non va: e infatti alla quinta volta, contro il Benfica, il Diavolo è caduto per la prima volta in stagione.

AMORIM, SCELTE INIZIALI SBAGLIATE

Se un paio di indizi non fanno una prova, cinque decisamente sì. In tutte le gare ufficiali giocate sin qui dal Milan, i rossoneri sono riusciti veramente a entrare in partita solamente dopo i cambi di Amorim. Contro il Torino dopo un primo tempo opaco, sono stati Rabiot e Modric dalla panchina a cambiare il ritmo della squadra: era la prima partita, alcuni giocatori non al meglio, ci sta. Nella seconda gara a San Siro con il Venezia c'è stato il miglior approccio, vanificato dalle 2-3 palle gol clamorose divorate da Ramos: nella parte centrale della gara niente, fino all'ingresso di Saelemaekers e Rabiot che hanno dato una linfa diversa all'attacco. Contro la Juventus anche dopo i cambi la musica non è cambiata ma almeno Cisse è entrato dalla panchina e ha segnato. Infine le ultime due uscite: sia contro Lazio che contro Benfica i cambi sono arrivati direttamente all'intervallo. Una chiara autodenuncia di scelte iniziali sbagliate da parte di Amorim: con i biancocelesti i tre nuovi ingressi hanno cambiato la faccia del Diavolo, contro il Benfica anche (non con lo stesso impulso) ma non è bastato in un contesto europeo, dunque più complicato.

IL MILAN HA BISOGNO DI UN'OSSATURA

A questo fattore va aggiunto che Ruben Amorim ha cambiato cinque formazioni iniziali in cinque partite. È evidente che ancora per il tecnico portoghese non sia riuscito a trovare la sua regola. Difficile parlare di turnover a inizio stagione, con l'impegno casalingo contro il Lecce fissato domenica e una lunga sosta prevista subito dopo. Quello che sembra mancare al Diavolo, in questo momento, è un pochino di continuità: solo con questa si può sperare di accelerare il processo di crescita del gioco della squadra che, com'è giusto che sia, ha bisogno del suo tempo per essere assimilato, viste le diversità con l'anno scorso. Ma se i cambi sono continui, il tempo necessario per l'apprendimento si dilata. Il Milan per prima cosa ha bisogno di una ossatura chiara e definita di giocatori insostituibili, calciatori di qualità e affidabilità che non escano quasi mai dal campo. Tra questi oltre a Maignan, secondo le impressioni di queste giornate e i valori assoluti, ci sono sicuramente Mario Gila, Adrien Rabiot, Christian Pulisic e Gonçalo Ramos. Un giocatore imprescindibile in ogni ruolo del campo. Tra questi c'è l'attaccante portoghese perché è stato pagato 75 milioni e ci si aspetta questo, che stia in campo sempre e segni. Tra questi non c'è Luka Modric, che a pieno titolo meriterebbe di rientrare in questo scheletro, ma a cui si può dare il beneficio di tirare il fiato di tanto in tanto. Questo può e deve essere un primo importante punto di partenza, dare un'ossatura a questo Milan ancora invertebrato.

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