Amorim non ha ancora “pesato” i suoi. Ecco un altro manager in società, ma il capo dell’area tecnica?

Amorim non ha ancora “pesato” i suoi. Ecco un altro manager in società, ma il capo dell’area tecnica?MilanNews.it
Oggi alle 00:00Editoriale
di Franco Ordine

Nel calcio contano le idee, è vero. Ma poi bisogna passare dalla teoria alla pratica. E per realizzarle poi sul campo c’è bisogno innanzitutto di conoscere in modo preciso la cifra tecnica della propria rosa. Senza farsi influenzare né dall’anzianità di servizio (cioè aver partecipato al primo giorno di preparazione) e nemmeno da qualche allenamento fatto bene.

Faccio qualche esempio per rendere molto più preciso il mio riferimento. Comincio per esempio da Estupinan. Se Allegri, lo scorso anno lo ha tenuto rigorosamente ai margini del Milan aprendogli le porte solo nel derby di ritorno con un gol decisivo, non lo ha fatto certo per antipatia personale. Lo ha fatto perché ne ha pesato le discutibili qualità.

Averlo scelto a Roma contro la Lazio sulla base della necessità di un turn over razionale significa che Amorim non lo ha ancora “pesato”. Idem per Loftus Cheek che è già stato capace di “ingannare” un bel numero di allenatori, a cominciare da Pioli per passare poi a Fonseca, quindi Conceiçao ed Allegri, vuol dire che non puoi puntare sull’inglese del quale ricordiamo una sola prova convincente, l’anno scorso, a Bologna ma giocando da centravanti. Così col Benfica in Europa league. Se hai reintegrato Tomori e fai giocare Terracciano, c’è un problema di valutazione della tua rosa a meno di una ridotta condizione fisica dell’inglese.

Questo è il problema principale del Milan. Il secondo è che se giochi contro il Benfica che ha schierato la seconda squadra e ne subisci il palleggio oltre che il gol con Jashari che si gira allora vuol dire molto semplicemente che questo Milan è ancora a metà strada tra la vecchia impostazione e la nuova di cui non si coglie nessun vantaggio, alcuna caratteristica convincente. C

hi ne fa le spese è il povero Gonçalo Ramos mai cercato, mai servito, mai messo nelle condizioni di puntare la porta o tirare. E questa volta, al contrario di quello che è accaduto all’Olimpico, nella ripresa non c’è stato alcun miglioramento: difesa sempre passiva (così subisce lo 0 a 2), in attacco giocatori fermi che aspettano la palla nei piedi, quindi senza nessuna ispirazione dalle famose idee innovative di cui continua a parlare Amorim durante le conferenze stampa.

Poi c’è una questione aperta ed è la seguente. È appena uscita la notizia dell’arrivo ai primi di ottobre di un nuovo manager proveniente dal giornalismo finanziario, Finanacial Times, James Fontanella-Khan con l’incarico, per citare il ruolo inglese, di chief corporate affairs officer, tradotto banalmente si dovrà occupare del settore media e sport. Ma nel frattempo del famoso capo dell’area tecnica c’è stato solo l’annuncio, ripetuto da Cardinale durante l’ultimo intervento a Milanello, ma non c’è alcuna traccia. E c’è un bisogno disperato di questa figura perché al momento con chi parla di calcio Amorim? Con chi discute? Con chi si confronta? Con chi dibatte delle sue scelte? Se poi continua a fare un primo schieramento per poi cambiarlo puntualmente nella ripresa, non puoi pensare che sia sempre un caso.