L'anticipo di Galli - A Torino passo indietro? No, metodo. Che merita fiducia

L'anticipo di Galli - A Torino passo indietro? No, metodo. Che merita fiduciaMilanNews.it
Oggi alle 00:00Editoriale
di Filippo Galli

Non sono i sette punti in tre giornate, il problema. Anzi, ci avremmo messo la firma. Il leggero malumore che serpeggia fra i tifosi non è tanto legato alla classifica, quanto a quello che è parso un passo indietro nella proposta di gioco mostrata dalla squadra contro la Juventus. Se vogliamo dirla tutta, sembra quasi che dalla sua prima prova veramente convincente, quella in amichevole contro il Manchester United, il Milan di Amorim sia gradualmente scivolato indietro nella piacevolezza e nella fluidità del gioco, anche se, per fortuna, non sempre nel risultato. A questo si aggiunga la delusione per la prestazione balbettante di Diego Moreira, un giocatore fortemente voluto da Amorim e per questo particolarmente atteso, su quale torneremo.

Proviamo quindi a esaminare la prestazione dei nostri ragazzi in modo più dettagliato, e cominciamo dal reparto difensivo. Il migliore è stato De Winter: la difesa è stata messa sotto pressione con continuità e il ragazzo, ex Genoa, ha mostrato muscoli, tempismo e gioco aereo, le sue qualità migliori. Un bel passo avanti rispetto alle gare con il Torino ed il Venezia, quando Koni era apparso un po' in difficoltà probabilmente per la maggior richiesta di impostare il gioco da dietro. Anche i suoi compagni di reparto, Pavlovic e Gila, sono stati dei gladiatori: il primo, pur con qualche sbavatura, ha mostrato la sua solita efficacia difendendo e buttandosi in avanti; il secondo ha ribadito la sua centralità in entrambe le fasi. A preoccupare, casomai, è la sua tenuta fisica: le sue uscite dal campo anticipate stanno diventando un’abitudine e coincidono purtroppo con i gol subiti. 

Sugli esterni abbiamo già detto di Moreira. Il portoghese classe ’04 è parso lontanissimo dalla disinvoltura, velocità e tecnicache abbiamo potuto ammirare nei video: all’Allianz è parsoinvece bloccato, impaurito, senza la convinzione di poter superare il diretto avversario. Vedremo se si è trattato dell’emozione dell’esordio o se anche la posizione lo abbia limitato: la mia sensazione è che il ragazzo possa essere più determinante sul versante opposto. La corsia di sinistra è stata invece occupata da Estupinan: la sua prestazione non è stata negativa come rilevato da molti; ma è anche vero che l’equadoregno non ha mai dato grande sicurezza e per riabilitarsi agli occhi di critica e tifosi dovrebbe inanellare diverse prestazioni impeccabili. 

I due centrocampisti centrali Musah e Modric hanno assolto i loro compiti senza infamia e senza lode. In particolare Modric, meno preciso del solito, in alcuni frangenti avrebbe forse potuto accelerare l’azione orientando il controllo in avanti, ma la mancanza della solita lucidità e l’assenza dell’adeguato movimento dei compagni non glielo hanno permesso. E quando Luka rallenta la sua sapiente regia la squadra ne risente e la manovra fatica a svilupparsi. Anche qui causa ed effetto sono reciproci.

Nella posizione di trequartisti, Rabiot e Saelemaekers hanno mostrato difficoltà evidenti. In quella posizione, infatti, viene richiesto di saper giocare nel traffico trovandosi spesso con le spalle rivolte alla porta avversaria: non esattamente le principali qualità di Adrien, che preferisce aver spazio davanti a sé in cui inserirsi ed essere letale. Ancor peggio ha fatto Alexis, mai in partita, svagato e reo di aver perso alcuni palloni che avrebbero potuto regalare il goal ai bianconeri ben prima del pareggio di Gatti in extremis.

Gonzalo Ramos si è trovato isolato in avanti. Ha disputato unapartita generosa, come testimoniato dagli undici chilometri percorsi, un numero clamoroso per una punta, non a caso il dato più alto della squadra insieme a quello di Musah. Non possiamo però felicitarci del fatto che il nostro centravanti corra come un mediano: certo, il suo lavoro di connessione del gioco tra centrocampo e attacco è essenziale, ma è la squadra a dover sostenere lui, offrendogli la possibilità di concludere a rete, non il contrario, o perlomeno non in maniera così dispersiva: rimanendo in tema di statistiche, lo 0,11 alla voce xG (gol attesi) è mortificante per lui e per tutta la squadra.

Ho lasciato volutamente per ultimo Maignan, last but not least. Anzi: Mike in più di un’occasione è stato provvidenziale sulle conclusioni avversarie.
Per quanto riguarda l’andamento della partita, Amorim ha provato a porre rimedio a un gioco che, come abbiamo già detto, è sembrato la fotocopia molto scolorita di quello vistonelle precedenti partite. E, come è sempre accaduto fin qui, i cambi hanno funzionato: il goal di Alphadjo è stato bellissimo nel suo atto finale, ma io metterei l’accento anche sul primo controllo sul lancio di Chukwueze, l’altro neo-entrato, effettuato in modo funzionale ai gesti successivi: un ulteriore tocco e la finalizzazione a superare Vicario. Meno brillante l’altro trequartista subentrato, Ruben Loftus-Cheek, uno che sembra sempre non avere consapevolezza della sua forza fisica e tecnica.

Come sottolineato da Amorim in conferenza stampa, non abbiamo meritato di vincere. Siamo tutti d’accordo. Il passo successivo è capire il perché di alcune scelte del Mister. Probabilmente l’impiego di alcuni giocatori risiede nella volontà di tenere tutti dentro al progetto e nel frattempo di continuare quel processo dinamico di valutazione dell’intera rosa, man mano che i giocatori raggiungono un livello di preparazione fisica e tattica sufficiente: un processo che è proseguito – coraggiosamente – anche contro la Juventus, come se il metodo fosse più importante del merito, ovvero della singola partita.

E da Torino qualche risposta è arrivata, specie sulle compatibilità fra alcuni giocatori e alcuni ruoli: Saelemaekers trequartista, per dirne una, è apparsa una forzatura; e anche togliere Rabiot dal centrocampo (da dove può proteggere Modric e prendere campo e velocità) è una mossa su cui si può discutere. Sarà compito di Ruben Amorim, allenatore di forti principi, arrivare alle giuste conclusioni, immettendo gradualmente nuovi giocatori nelle rotazioni. Nell’immediato mi auguro di vedere presto in campo Pulisic, nel ruolo a lui congeniale di trequartista a sostegno di Ramos, e di scoprire le qualità di Hutchinson. Due interpreti che potrebbero dare quell’imprevedibilità ed efficacia alla manovra che tanto sono mancate con i bianconeri.
Domani si va a Roma, sponda Lazio. Di fronte avremo una squadra a punteggio pieno guidata da una delle nostre legends,Rino Gattuso, terzo ex-rossonero dopo Abate e Stroppa su quattro allenatori incontrati! È fondamentale continuare il cammino positivo, possibilmente con i tre punti. Amorim merita fiducia e sostegno per la sua idea di calcio, per il lavoro svolto, per l’onestà intellettuale e la pulizia comunicativa mostrate fin qui.
Forza Milan, Forza Amorim!