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Amorim in conferenza: "Se sono preoccupato? Sempre. Ci mancano energia, organizzazione, qualità e comprensione"

Amorim in conferenza: "Se sono preoccupato? Sempre. Ci mancano energia, organizzazione, qualità e comprensione"MilanNews.it
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Ieri alle 23:40News
di Antonello Gioia
fonte dall'inviato a San Siro, Antonello Gioia
Ruben Amorim, allenatore del Milan, è presente in conferenza stampa al termine di Milan-Benfica, prima giornata della League Phase di Europa League.

Ruben Amorim, allenatore del Milan, è presente in conferenza stampa al termine di Milan-Benfica, sfida valida per la prima giornata della League Phase di Europa League. Segui in diretta le dichiarazioni del tecnico rossonero con il live testuale su MilanNews.it.

Quello che si sta vedendo è decisamente preoccupante...

"C'è molto da migliorare. Abbiamo mostrato momenti migliori nella partita contro il Torino e nel secondo tempo contro la Lazio, ma poi abbiamo avuto alcuni momenti difficili. Ci stiamo creando problemi da soli quando abbiamo il pallone. Abbiamo molto lavoro da fare. Non creiamo molte occasioni e, quando subiamo gol per primi, è un errore che non possiamo permetterci, perché la squadra si disorganizza e soffriamo molto. Naturalmente questo è l'inizio di un percorso, ma dobbiamo vincere le partite e oggi non ci siamo riusciti. Non possiamo cambiare il risultato: concentriamoci sulla prossima gara".

Perché la squadra ha avuto quello spirito nel primo tempo nonostante il clima di San Siro?

"C'è stato un problema nel primo tempo contro la Lazio: andiamo completamente in ansia quando subiamo il primo gol. Dobbiamo stare più calmi, mantenere l'organizzazione e mostrare un'energia diversa. Come hai detto tu, all'inizio della partita la Lazio era nelle nostre stesse condizioni, ma il discorso è più profondo: non è solo una mancanza di energia, è una questione di organizzazione, qualità di palleggio e comprensione dei vari momenti della gara. Quando si subisce una rete, bisogna tenere il pallone e non buttarsi in avanti senza alcun criterio tattico. Perdiamo la nostra identità non appena andiamo sotto. Nel secondo tempo eravamo partiti bene, spingendo l'avversario nella propria area e creando occasioni con De Winter, ma quel secondo gol subito all'inizio ci ha spezzato le gambe su un'altra transizione in cui abbiamo impiegato troppo tempo a recuperare palla. Non è stato il miglior esordio europeo possibile, ma ci sono altre partite ad attenderci. Non possiamo cambiare il risultato di oggi, ma possiamo cambiare la prossima gara".

Si aspettava questo Benfica?

"Il Benfica è stato sempre più a suo agio e più organizzato nella partita. Molte volte ci ha lasciato il pallone perché pensava che in questo modo ci avrebbe creato più problemi. Se guardiamo le due squadre, penso che il Benfica sia stato più organizzato in quello che voleva dalla gara, mentre noi non siamo riusciti a fare lo stesso. Non siamo riusciti a creare molte occasioni né a disorganizzare la difesa del Benfica con inserimenti alle spalle, con il movimento o con allegria quando avevamo la palla. Di conseguenza, abbiamo prodotto davvero poco e il Benfica si è sentito sempre a proprio agio, anche perché ha segnato in momenti chiave della partita. Direi che il Benfica è stato la squadra migliore. Per quanto riguarda la partita contro il Porto, nulla da dire: sto pensando solo alla prossima gara del Milan".

Cosa la preoccupa di più?

"Sulla partita penso di no, non vale la pena parlarne. Forse se avessi vinto risponderei, ma ora non ho la testa per farlo, in questo momento mi è indifferente. Ovviamente sono sempre preoccupato: anche solo per una partita non vinta, o vinta giocando male, io sono sempre preoccupato. Ora ciò che dobbiamo fare è capire che questo è il calcio, che siamo all'inizio di un percorso e che dobbiamo lavorare per vincere le partite. Conosciamo già la pressione che c'è in questi club, quindi per me non è nulla di nuovo, credo sia normale. Ora, ovviamente, dobbiamo fare meglio e dobbiamo vincere già la prossima gara".