Jashari: "Dobbiamo credere in questo progetto, così non è sufficiente. Ma se facciamo certe merdate..."

Jashari: "Dobbiamo credere in questo progetto, così non è sufficiente. Ma se facciamo certe merdate..."MilanNews.it
© foto di www.imagephotoagency.it
Jashari analizza la partita e la sua prestazione a Sky Sport con grande sincerità

Ardon Jashari ha parlato a Sky Sport dopo la sconfitta per 2-0 contro il Benfica a San Siro. Queste le parole del centrocampista svizzero, molto sincero e schietto rispondendo alle domande dello studio:

Sulla partita:

“Penso che ci sia mancato qualcosa sia con la palla che senza palla. C’è mancata qualcosa, e quando non sei al 100% non segni ma concedi. Non abbiamo creato opportunità per come ci alleniamo. Dobbiamo fare di più e per le prossime partite penso sia possibile fare meglio”.

Credete in questo nuovo progetto?

“Dobbiamo credere in questo progetto. Così non è sufficiente. Dobbiamo essere aggressivi. Se siamo svegli, se lo spirito c’è fin dai primi secondi… Se invece facciamo merdate e regaliamo le cose all’avversario non dipende dal progetto. Dobbiamo fare meglio”.

Sulle responsabilità:

“Noi siamo giocatori di un grande club, dobbiamo assumerci le responsabilità tutti insieme e tutti a livello individuale per come giochiamo. Se vinciamo o perdiamo bisogna prenderne atto. L’ho detto nelle mie ultime interviste: è importante che crediamo in questo progetto. Anche oggi abbiamo visto cose positive, ma dobbiamo migliorare molto. Non è possibile concedere questi gol e non dobbiamo essere così prevedibili, poi diventa facile per gli avversari”.

Cercate poco l’apertura del gioco o la profondità:

“Tutti quelli che mi conoscono sanno che a me piace giocare la palla dietro i difensori. In alcune partite non è possibile, per questo dico che dobbiamo creare meglio. Non vale solo per me, vale per tutti, non solo i centrocampisti. Bisogna avere molte opzioni per creare e al momento non è la nostra qualità migliore. Per me è importante poter giocare la palla in profondità. Ci è mancata la capacità di giocare dietro le linee avversarie”.

Col Brugge e con la Svizzera sei deciso, cattivo. Stasera invece, soprattutto sul primo gol, quasi freni e ti togli. Cosa è successo?

“Ora vedo le immagini… È mia responsabilità essere più vicino a Lukebakio, ma dobbiamo migliorare anche come squadra. È stata un’azione che parte da una nostra palla persa in avanti. Sono corso indietro, Lukebakio non doveva tagliare così facilmente. Dovevo essere più vicino al mio compagno e chiudere meglio”.