Perché in Europa? Visto Pulisic è tutto chiaro. Che bello… torna il Musagete. Se è quella, formazione sorprendente
L’umidità entra nelle ossa, in quel lontano 18 febbraio del 2025. È circa mezzanotte. San Siro ormai è quasi deserto. Qualche giornalista, con le spalle ricurve per proteggersi dal freddo, sta guadagnando l’entrata del parcheggio. Decido di alzare il treppiede per un post su Instagram. Purtroppo devo commentare l’incredibile eliminazione del Milan dalla Champions League, a causa del pareggio contro il Feyenoord. Dopo l’altrettanto allucinante sconfitta, di qualche settimana prima, contro la Dinamo Zagabria, che aveva costretto il Milan ai playoff.
Ricordo le parole di quel triste video. “Lascio San Siro, lascio l’atmosfera della Champions League, ma non ho certezze di quando tornerò a sentire la musica, ai tifosi del Milan, più cara.” È realismo, non pessimismo. I rossoneri sono distaccati dal quarto posto e conquistare un posto in CL sembra un’impresa molto complicata. Con una società che non sembra dare alcuna garanzia di cambiare una tendenza di incapacità e di inesperienza, mista ad una buona dose di presunzione, che aveva visto cambiare, peggiorando la situazione, l’allenatore a metà stagione.
Dopo 575 giorni da quel 18 febbraio, il Milan dunque torna in Europa, in Europa League. C’è da lustrare il blasone, tornare nella vetrina del calcio internazionale, cercando di vincere una coppa mai conquistata in 127 anni di storia. La sorte ha regalato al Milan, ai suoi tifosi, agli appassionati di tutto il Continente una sfida dal gusto di Champions League. Il Benfica appartiene, per storia e tradizione, alla élite dei Club europei, guidata da un Presidente, che è stato uno dei più ispirati e classici giocatori degli ultimi 30 anni. Quel Manuel Rui Costa, chiamato Musagete, Ispiratore delle Muse, Mr 55 assist, un purissimo protagonista dei “Meravigliosi” di Carlo Ancelotti. Rivederlo, riapplaudirlo sarà un momento meraviglioso e indimenticabile per tutti coloro che lo hanno ammirato, che mai hanno dimenticato quel suo inchino, dopo la prima sospirata rete in campionato. Con un record che pochi conoscono, perché un fatto mai accaduto prima. Quando è uscito, dopo quel gol in campionato contro l’Ancona, tutta la mix zone si è lasciata andare in un emozionante applauso.
Torniamo al Milan, reduce dal pareggio di Roma contro la Lazio, che Rino Gattuso, a proposito di ex, sta forgiando con grande applicazione, rigore ed efficacia. Ruben Amorim ha rimediato a un primo tempo disastroso (citazione Mario Gila), inserendo la certezza Pulisic, la sorpresa Moreira, la conferma Musah. Vedere finalmente il campione americano aumenta certo il rimpianto di non averlo visto in campo, nel finale della stagione. Non ci sono controprove, ma la conquista di un posto in Champions League, con quel sapore di miele negli undici, sarebbe stata quasi una certezza.
Amorim invoca giustamente pazienza perché il suo lavoro è appena agli inizi. Nessuno vuole negargliela, ma tutti si attendono, partita dopo partita, promettenti progressi nel gioco, con idee chiare e coerenti. Il tecnico portoghese è ancora alla ricerca della formazione migliore e più affidabile, ma, in questo senso, ormai dovremmo essere vicini alle decisioni sull’undici titolare e sulle prime alternative. Anche se l’ipotesi di formazione per il debutto europeo appare francamente sorprendente, molto sorprendente. Con Terracciano schierato titolare in difesa. Con Hutchinson di fianco a Cisse, nel segno della gioventù, ma anche della ovvia inesperienza in campo internazionale. Peccato soprattutto non applaudire dal primo minuto Pulisic e soprattutto Diego Moreira, già diventato un idolo del popolo rossonero!

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