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Ma il Milan si può permettere di far giocare insieme dal 1' Moreira e Chukwueze?

Ma il Milan si può permettere di far giocare insieme dal 1' Moreira e Chukwueze?MilanNews.it
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Oggi alle 18:00Podcast MN
di Lorenzo De Angelis
Dalla trasferta di Roma si torna con un'altra domanda importante: ma la coppia Chukwueze-Moreira è sostenibile?

Dopo la trasferta di Roma contro la Lazio la domanda è inevitabile: ma il Milan può permettersi d schierare Chukwuezze e Moreira insieme dal primo minuto? La risposta, oggi, è più complessa di un semplice sì o no. I secondi 45 minuti contro la formazione biancoceleste hanno mostrato un potenziale offensivo interessante, soprattutto per ampiezza, accelerazione e capacità di creare superiorità sulle corsie laterali. Ma hanno anche confermato un dubbio: con due giocatori così offensivi contemporaneamente, la squadra rischia di diventare troppo lunga e vulnerabile nelle transizioni. 

IL PROBLEMA NON È LA QUALITÀ, MA L'EQUILIBRIO

Chukwueze e Moreira hanno caratteristiche che possono convivere, ma soltanto dentro una struttura precisa. Il primo tende ad attacare alto, cercare l'uno contro uno e ricevere già orientato verso la porta. Il secondo, invece, pur potendo partire più basso, ha comunque una mentalità offensiva e ama accompagnare l'azione, cosa che ha spesso e volentieri in Francia con il Salisburgo. 

Se entrambi avanzano contemporaneamente, il Milan rischia di lasciare troppo spazio alle loro spalle e di costringere i centrocampista a coprire porzioni di campo enormi. In un 3-4-2-1 aggressivo questo diventa ancora più delicato, perché perdere palla con i due esterni alti significa esporsi immeditamente alle ripartenze avversarie. 

ROMA HA INDICATO UNA STRADA, MA AMORIM DEVE COSTRUIRLA

La ripresa contro al Lazio ha però lasciato intravedere qualcosa di molto interessante in ottica futura. Quando il Milan ha aumentato ritmo e coraggio, non avendo più nulla da perdere sotto 2-0, la presenza simultanea di Chukwueze e Moreira ha reso la squadra più imprevedibile e difficile da leggere. Basti pensare che l'azione del primo gol la fa partire il nigeriano e la chiude il belga.

Il punto, quindi, non è escludere a priori la convivenza, ma renderla sostenibile. Serviranno automatismi: quando sale uno, l'altro dovrà leggere meglio le fasi di transizione (quelle tanto care ad Amorim), il centrocampo dovrà garantire protezione preventiva mentre la linea difensiva dovrà essere pronta ad accorciare con grande pressione. Oggi né Chukwueze né Moreira offrono ancora garanzie sufficienti per pensare a questa soluzione, ma proprio qui entra il lavoro di Amorim: trasformare due armi offensiva in una coppia realmente compatibile