Amorim davanti al primo vero bivio: idee, scelte e una squadra ancora da decifrare
Il momento del Milan va letto oltre i due pareggi e la brutta sconfitta in Europa League per mano del Benfica. Il tema centrale riguarda soprattutto la distanza tra il calcio annunciato da Ruben Amorim e quello visto nelle ultime partite. Dopo Lazio e Benfica, infatti, le correzioni fatte a gara in corso hanno alimentato un dubbio: il tecnico portoghese conosce davvero fino in fondo caratteristichem limiti e gerarchie della rosa?
SCELTE TECNICHE DISCUTIBILI E UNA ROSA FORSE POCO ADATTA
Il punto più delicato della questione riguarda l'utilizzo di alcuni uomini. Estupinan, Terracciano e Musah sono esempi di giocatori impiegati in contesti nei quali le loro caratteristiche hanno lasciato più di qualche perplessità all'interno dell'ambiente. E quando Amorim ammette che forse la rosa non è perfettamente adatta alla sua idea di calcio, il tema diventa inevitabilmente più ampio.
Dopo oltre due mesi di lavoro, una simile riflessione apre interrogativi anche sulla costruzione della squadra e sulle scelte fatte in estate. Le responsabilità, quindi, non riguardano soltanto l'allenatore, ma anche a chi ha supportato e contribuito alla rivoluzione tecnica e di mercato: la proprietà.
RAMOS IL SIMBOLO DI UN MILAN ANCORA POCO FLUIDO
Il caso più evidente è quello di Gonçalo Ramos. il portoghese, acquisto più oneroso della storia del Milan nonché investimento di punta dell'estate, viene coinvolto poco e riceve pochissimi palloni giocabili. Contro il Venezia aveva avuto diverse occasione, ma da allora, tra Juventus, Lazio e Benfica, quasi nulla.
Il problema sembra dunque strutturale: giocatori troppo statici, pochi movimenti senza palla e una manovra che fatica a creare superiorità e profondità. Il "calcio dominante" promesso da Amorim, finora, si è visto solo a tratti.

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