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Il Milan preoccupa non perché non vince, ma perché non è né carne e né pesce

Il Milan preoccupa non perché non vince, ma perché non è né carne e né pesceMilanNews.it
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Oggi alle 16:00Podcast MN
di Manuel Del Vecchio
Le contraddizioni di Amorim e una rosa che al momento non è né carne e né pesce

Amorim penserà, o magari potrà dire, che c’è chi non vedeva l’ora che il Milan perdesse per poter dire certe cose. Ma Amorim deve anche pensare sul come il Milan ha perso. E cioè con una prestazione che fa seguito a quelle contro Juventus e Lazio, in cui la squadra non è stata né carne e né pesce.

Aspettarsi difficoltà con un nuovo allenatore ed un nuovo modo di giocare era ovvio. Avere difficoltà perché i calciatori estremizzino i nuovi concetti pur di soddisfare l’allenatore, anche. Ma avere difficoltà oggettive e allo stesso tempo non andare mai nella nuova direzione, sia per scelte dell’allenatore che per prestazioni di chi va in campo, può far scattare qualche campanello d’allarme.

Parliamoci chiaro: l’aspettativa comune era quella di vedere un Milan che nelle prime uscite subisse gol per una difesa troppo alta o per un pressing troppo aggressivo. Ci saremmo aspettati una squadra che prestasse il fianco all’avversario pur di insistere sui concetti chiave tanto cari al nuovo allenatore. Non di certo una squadra bloccata a metà tra due mondi. Tanto possesso palla ma poco ritmo. Baricentro più alto ma poche verticalizzazioni. Tanti giocatori offensivi in campo ma poche occasioni create. Difesa a tre ma soliti problemi degli anni scorsi.

È un Milan a metà del guado (almeno, speriamo), che in questo momento non è né carne e né pesce. Perdere o non vincere è naturale, ci può stare e va messo in conto quando si comincia un nuovo progetto (sulla carta) pluriennale. Diventa preoccupante invece quando le difficoltà nascono da scelte a metà, mai del tutto convinte.

A partire dalle formazioni scelte di Amorim. Con Modric e Rabiot in rosa è impensabile dover vedere Musah. Con Pulisic in rosa è impensabile dover vedere Loftus-Cheek o Hutchinson. Con Moreira in rosa è impensabile dover vedere Estupinan. Non è nostra intenzione buttare la croce addosso a nessuno, ma è chiaro che nella rosa del Milan ci siano varie categorie di distanza tra chi in questo avvio è stato titolare e chi invece è subentrato dalla panchina (risolvendo poi le partite).

Va benissimo coinvolgere tutti per avere una base comune, ma questa base comune va prima trovata, evidentemente affidandosi a chi, in un modo o nell’altro, ti garantisce certezze tecniche, fisiche e attitudinali. Discorso lungo, complesso e non privo di qualche possibile contraddizione, ma che va affrontato il prima possibile. Ne parliamo nel nostro podcast odierno.

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