Contati gli uomini, non i moduli
Il bollettino degli infortunati non vanta nuove vittime ma, allo stesso tempo, non sembra intenzionato ad assottigliarsi. Max Allegri, criticato per le scelte dell'Olimpico, dovrà inventarsi qualcosa di diverso per la gara contro il Napoli. Il gioco rossonero, mai come in questo periodo, sta risentendo della mancanza di pedine importanti: soprattutto contro difese chiuse, e squadre di livello, il Diavolo fatica a trovare varchi, affidandosi quasi esclusivamente alle folate del suo totem Zlatan Ibrahimovic. L'assenza di Aquilani, Boateng e anche dello stesso Cassano (uno dei pochi a trovare varchi nello stretto), si fa sentire in sfide uncinate e bloccate come quella dell'Olimpico. Il 4-3-1-2 di stampo allegriano, viste le pesanti assenze tra mezz'ala destra e trequarti, scricchiola parecchio: Emanuelson sulla destra si deve adattare e, nonostante tutto, resta un giocatore di spinta e non di impostazione; il generoso Robinho, contro centrocampi ricchi di uomini, fatica a giostrare dietro alle punte come rifinitore. Lo stesso Seedorf, che ha comunque caratteristiche da numero 10, ha una mobilità ed un peso diverso rispetto al titolare Boateng.
Viste le tante defezioni prolungate, forse sarebbe utile provare qualche soluzione alternativa: gli uomini sono quelli, ma il modulo può anche variare. Un 4-2-3-1, con Emanuelson e El Shaarawy esterni offensivi, aprirebbe nuove dimensioni ad una squadra che, ora come ora, fatica ad aprire corridoi per vie centrali. Il trequartista, Seedorf o Robinho che sia, avrebbe più liberta di muoversi, così come i terzini che trarrebbero tanto supporto, e conseguenti sovrapposizioni, grazie al doppio motore olandese/italo-egiziano. Ne risentirebbe forse il solo Nocerino che, in quest'ottica, dovrebbe occuparsi più di spalleggiare van Bommel o Ambrosini che di affondare verso la porta avversaria. Si tratterebbe di un'alternativa importante, molto valida per affrontare mediane da cinque o più uomini, sfruttando quelle corsie che spesso vengono dimenticate in favore di prevedibili scorribande centrali. Un gioco del genere potrebbe favorire anche Maxi Lopez, bravo soprattutto a ricevere cross e spalleggiare in area di rigore, meno a duettare e triangolare lungo tutta la metà campo avversaria.
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