Gli effetti “magici” del Mondiale

Gli effetti “magici” del MondialeMilanNews.it
© foto di Filippo Gabutti
mercoledì 16 giugno 2010, 12:00Primo Piano
di Vincenzo Vasta

E’ un classico del Campionato del Mondo. La vetrina più prestigiosa nel panorama mondiale concede e toglie qualcosa ai giocatori ed indirettamente alle società. I calciatori e le loro prestazioni, sono sotto la lente d’ingrandimento di tutto il mondo e soprattutto degli addetti ai lavori, pronti a trovare un astro nascente o a vendere al maggior prezzo possibile un proprio calciatore. Questo, potrebbe essere il caso di Huntelaar. All’olandese le pretendenti non mancano già, ma un suo possibile Mondiale da protagonista potrebbe far lievitare la sua quotazione. Per adesso, però, le cose non vanno per il meglio, visto che il “cacciatore” è partito dalla panchina. Altro discorso, va fatto per Onyewu.

Il centrale americano, autore di un nobile gesto in sede di rinnovo contrattuale, ha ben figurato nella difficile sfida contro l’Inghilterra e potrebbe sfruttare questa competizione per rituffarsi con il morale al mille nell’insidioso campionato italiano, potendo così dimostrare le sue qualità anche con la maglia rossonera.
Da non sottovalutare anche le ambizioni degli azzurri-rossoneri. Gattuso in particolare, sembra aver trovato una buona condizione e col passare delle partite potrebbe tornare molto utile a Marcello Lippi e perché no, potrebbe riscattare la stagione passata, piuttosto deludente. Thiago Silva ed Adiyiah, invece, “accomunati” dalla panchina nelle proprie nazionali, sono divisi dalle prospettive nel Milan. Il brasiliano, chiuso da due mostri sacri come Lucio e Juan e titolare inamovibile nel club, è considerato incedibile in sede di mercato. Il giovane ghanese, “mister X” dello scorso campionato, potrebbe sfruttare questa vetrina per confermare le iniziali buone impressioni sulle sue qualità e magari trovare posto in qualche altro club, magari in prestito, che lo consacri definitivamente. La rassegna Mondiale è appena iniziata e come sempre, siamo certi, ne vedremo delle belle.