Il futuro di Mancini: tra conferme e timori
Amantino Mancini, nei suoi quattro/cinque mesi al Milan, non ha certo brillato, sorbendosi le critiche della stampa e del tifo rossonero. Il brasiliano, reduce da quasi due anni da comprimario, ha voluto tentare l'avventura al Diavolo per rilanciarsi, collezionando poche presenze insoddisfacenti ed un paio di lunghi infortuni, che hanno sostanzialmente impedito a Leonardo, uno dei suoi sostenitori più forti, di poterlo schierare con un minimo di continuità. A giudicare dai risultati scadenti, le dichiarazioni di Silvio Berlusconi, che da Gerusalemme aveva aspramente contestato l'ingaggio del brasiliano, tornano irrimediabilmente di moda: il Presidente rossonero, nonostante il suo intervento sia stato ritenuto ingeneroso, ci aveva visto giusto. Il prestito con diritto di riscatto, normalmente, non dovrebbe creare preoccupazioni, infatti, in caso di scarso rendimento è possibile rispedire al mittente il suddetto calciatore.
In questa occasione, invece, pare che ci sia stata una "parola d'onore" da parte della dirigenza rossonera, che avrebbe assicurato Moratti di riscattare la metà del giocatore. Tali voci, non confermate nelle ultime settimane, sembravano infondate ma, nella giornata di oggi, il procuratore di Mancini ha dichiarato che il brasiliano, al 99%, rimarrà al Milan. La conferma dell'esterno carioca, nonostante i buoni propositi di recupero, andrebbe ad aumentare il pacchetto di trentenni in casa rossonera, rendendo ancora più difficili le operazioni di spolvero di una rosa che, al momento, necessiterebbe di forze fresche e giovani di qualità.
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