Il tourbillon della panchina rossonera: strategia o indecisione?
I tifosi rossoneri, così come gli addetti ai lavori, si troveranno spiazzati di fronte ai tanti colpi di scena sul futuro della panchina rossonera. Nel giro di un mese è rimbalzato, da fonti più disparate, un numero infinitesimale di allenatori: Lippi, Tassotti, Galli, Van Basten, Costacurta, Donadoni, Stroppa e Allegri. Le ultime giornate, soprattutto, sono state l'apoteosi dell'incertezza: martedì sera, presso la cena a villa Gernetto, Berlusconi ha esplicato l'identikit del possibile futuro tecnico rossonero, indicandolo come colui che si occupa della Primavera. Dichiarazione che, nel giro di manciate di minuti, si è fatta strada tra le varie redazioni ed emittenti televisive, andando a tessere la figura di Galli come successore di Leonardo. I dubbi sull'attesa dell'annuncio, con ponderazione, hanno fatto emergere anche l'ipotesi Stroppa, allenatore proprio della Primavera, impegnato fino alla prima settimana di giugno nelle finali del torneo di categoria. Tali voci, tuttavia, sono spazzate via nel pomeriggio di ieri, quando è filtrato, in maniera piuttosto certa, il nome di Roberto Donadoni.
L'ex tecnico della Nazionale, stando alle indiscrezioni trapelate, sarebbe stato uno degli uomini indicati dal Presidente, insieme a Billy Costacurta (anche lui molto gradito da Berlusconi). Donadoni, tuttavia, non avrebbe convinto Galliani, essendo quindi stato scartato a favore di Massimiliano Allegri, con cui ci sarebbe stata una telefonata di "conoscenza" proprio con il patron rossonero, che di fatto non aveva mai avuto modo di incontrare di persona l'ex tecnico del Cagliari. Un "tourbillon" che, al momento, potrebbe riservare ancora colpi di scena e continui ribaltoni; ma da tutto ciò emerge una considerazione: l'alternanza di tali nomi, che sistematicamente filtrano di giornata in giornata, può essere definita un'indecisone dirigenziale o una specifica strategia per sondare l'appel, anche mediatico, della scelta? Lo stesso Berlusconi, nonostante le pressioni dell'ambiente, sarebbe restio all'ipotesi interna Galli-Tassotti, proprio per lo scarso "entusiasmo" che il duo potrebbe far emergere su tutti i fronti. Il nome di Donadoni, emerso quasi a sorpresa, non ha certo scatenato reazioni gioiose da parte della tifoseria, che ha immediatamente manifestato il proprio dissenso: ipotesi messa in disparte da Adriano Galliani, che in mattinata ha escluso l'allenatore bergamasco dai pretendenti. Il nome di Van Basten, che si è tirato fuori magistralmente con la storia della caviglia, sarebbe stato quello giusto per unificare attorno a sè dirigenza, mass media e tifoseria, grazie all'immenso appeal dell'olandese, uomo forte sia a livello di personalità che di ambizioni. Ora, con Massimiliano Allegri in pole, pare che si sia raggiunto un punto condiviso, più o meno, da tutta la piazza: vedremo se ci saranno altri rovesciamenti di fronte e, stando alle ultime giornate, non è assolutamente un'ipotesi da scartare a priori.
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