Kaladze, Oddo, Jankulovski: secondo atto

Kaladze, Oddo, Jankulovski: secondo attoMilanNews.it
© foto di Federico De Luca
sabato 29 maggio 2010, 13:00Primo Piano
di Luca Serafini

L'editoriale di venerdì sulla gratitudine verso certi giocatori, come Oddo, Kaladze e Jankulovski citati non a caso, ha suscitato un vespaio di polemiche forse anche perché alcuni concetti non sono stati espressi in modo chiaro. I primi 2 o 3 lo erano senz'altro: 1) l'andamento del Milan nelle ultime stagioni non è (solo) colpa loro. Se ci fosse stata una squadra all'altezza, sarebbero stati utilizzati per quanto avevano ancora da dare e comunque gli infortuni a una certa età (vedi Gattuso, Nesta, Seedorf) sono più frequenti e comportano guarigioni più lente; 2) il futuro non sono e non sarebbero comunque stati loro, e anche questo era un passaggo dell'editoriale molto chiaro; 3) non ne abbiamo fatto una questione di soldi né di contratto, ma le notizie di trasferimenti rifiutati è una balla. Kaladze ha avuto offerte negli ultimi 12 mesi da Roma, Fiorentina, Fulham e abboccamenti con altri club, ma gli era stato chiesto esplicitamente di restare "perché il Milan conta su di te", forse avanzavano dei biglietti di tribuna... Lo stesso vale per Oddo e risulta anche per Jankulovski. Siamo sempre rimast convinti che i successi del Milan sia storicamente dovuto a giocatori e persone serie, le due cose inscindibili tra loro.


Ci riferivamo soprattutto al loro rendimento (piaccia o no, erano tutti titolari nel 2007 quando il Milan ha vinto tutto in Europa e il Mondiale per club) quando sono stati - per anni - titolari e ci riferivamo anche al loro comportamento impeccabile. L'editoriale, è vero, era forse troppo fresco dei festeggiamenti di Materazzi in campo a Madrid e di Mourinho in un ristorante madrileno con Florentino Perez. Questo resterà nei ricordi dei giorni gloriosi degli interisti: i simboli del Milan, Ancelotti e Maldini, sono stati messi alla porta con le pernacchie come sta avvenendo oggi con certi altri rossoneri. Forse, a qualcuno piacciono di più i tatuaggi di Materazzi o lo spirito mercenario di Mourinho. Accomodatevi: tifare per l'altra squadra di Milano è un attimo, basta attraversare il Naviglio.