La prigione d'oro di Dzeko

La prigione d'oro di DzekoMilanNews.it
martedì 1 giugno 2010, 16:30Primo Piano
di Matteo Calcagni

Edin Dzeko, nello scorso weekend, pareva ormai prossimo al Manchester City che, con la sua abbondanza di milioni arabi, avrebbe potuto strappare il bosniaco alla concorrenza pagando l'intero ammontare della clausola rescissoria (40 milioni): opzione che, com'è ormai noto, scadeva al raggiungimento della mezzanotte tra il 31 maggio e il 1 giugno. Roberto Mancini, che ieri da Jesi ha reso noto il suo gradimento per l'attaccante (aggiungendo però i nomi dei suoi pupilli Ibra e Balotelli), non potrà contare sul bomber di Sarajevo almeno nel breve termine. Edin Dzeko, dopo aver avuto la disponibilità di tale scappatoia, tornerà nella sua prigione d'oro marchiata Wolksvagen, a cui tutti dovranno rendere conto se vorranno tentare di "liberarlo". Dieter Hoeness, direttore sportivo della società tedesca, ha vestito immediatamente i panni dell'ex tecnico Armin Veh, dichiarando immediatamente l'incedibilità del ventiquatrenne bosniaco: "Edin Dzeko non si muoverà e giocherà con noi anche la prossima stagione. Nessuno ha soddisfatto le nostre richieste e quindi non sarà ceduto". La sicurezza del dirigente tedesco è ammirevole, considerando che il club dei "Lupi" non potrà contare nemmeno sull'Europa League per la prossima stagione, rendendo la permanenza di Edin Dzeko molto simile ad una vera e propria prigionia. Il ragazzo, infatti, ha manifestato più volte negli scorsi mesi la volontà di partire, andando a giocarsi le sue carte in un club più prestigioso. La prospettiva di essere costretto, per la seconda stagione di fila, a restare controvoglia nel Wolfsburg, di certo non lo alletterebbe, andando a minare anche la tranquillità stessa dello spogliatoio. Chiunque vorrà acquisire il giovane attaccante, dunque, dovrà sedersi ad un tavolo con la stoica dirigenza germanica, andando ad intavolare una trattativa che possa, finalmente, apparire adeguata ai canoni degli esigenti "Lupi".

La lista delle pretendenti, al momento, è molto nebulosa: in molte si sono fatte avanti ma, allo stesso tempo, in altrettante si sono tirate immediatamente indietro, come è successo questo inverno con Arsenal e Chelsea. Tra un City che, nonostante i rumours, non ha concluso la trattativa ed una Juventus che, al momento, è inserita dai giornali in una serie infinite di piste, torna irrimedabilmente d'attualità il nome del Milan, squadra che, di fatto, è il vero sogno nel cassetti di Edin Dzeko. Tra tutte le aspiranti la squadra rossonera è la meno accreditata a livello economico, essendo ormai sotto conclamato regime di austerity ma, non secondariamente, il team milanista può contare su due (o tre) importanti assi nella manica. La prima carta è la ferrea volontà del bosniaco di vestire la maglia rossonera, ostentata in miriadi di interviste e ormai sbandierata senza timore ai quattro venti: un vero tifoso che, in camera a Sarajevo, ha un'autentica collezione di maglie del Milan. Il secondo jolly è Klaas-Jan Huntelaar, centravanti graditissimo dal tecnico McLaren, che potrebbe rappresentare un'ottima alternativa per Dzeko, con la possibilità concreta di inserirlo in un'ipotetica operazione. L'ultimo punto, infine, è la doppia dichiarazione di Berlusconi e Galliani, relativa alla possibilità di acquistare un campione che, senza ombra di dubbio, farebbe sognare un'intera tifoseria ormai sfiduciata e pessimista. Le speranze che la trattativa possa ripartire e, ovviamente, andare in porto, sono ridottissime ma la scadenza della clausola rescissoria rappresenta un punto per ideare un piano vincente: far evadere il cuore rossonero Edin Dzeko dalla sua prigione d'oro... Sarà più arduo di "Fuga da Alcatraz"?