Ma quali rubli e petroldollari? Servono solo passione e progettualità
Ma chi li vuole i russi? Chi li vuole gli arabi? Meglio un progetto serio, chiaro, sincero. La rifondazione che parta dal settore giovanile e che si sviluppi lungo tutta la spina dorsale del Milan fino ad arrivare in prima squadra. Chiudersi a riccio, senza ascoltare i tifosi, la stampa, certi procuratori che offrono affari che si rivelano ‘sole’ – come si dice a Roma -. E andare per la propria strada, dritti, decisi, turandosi orecchie e quando necessario anche il naso.
Scegliere un allenatore-manager capace, di elevata caratura umana e professionale, e lasciargli in mano le chiavi della società per un quadriennio. A lui le decisioni in entrata, a lui le scelte di chi sacrificare di fronte all’altare del miraggio utopistico del pareggio del bilancio. Tanto per capirci, non il povero e stimabilissimo Allegri, costretto ad accettare le decisioni dittatoriali della dirigenza.
E a chi crede che questa figura nel calcio italiano non possa esistere perché ci sono troppe pressione è perché non vede le realtà che crescono in giro per il BelPaese. Basta riavvolgere il nastro e ripensare alla bella Fiorentina di Prandelli, eliminata dal Bayern Monaco solo per delle sviste clamorose dei fischietti e dal genio di Robben. O a questo Napoli di Mazzarri che con un monte ingaggi da 50 milioni ha il doppio dei punti proprio del Milan (tetto ingaggi da 100 milioni, il doppio.
Che ironia, eh?).
Meglio questo che la sceiccosità del City (squadra che ha dovuto biscottare contro il QPR per avere la meglio in campionato sulla programmazione millimetrica di Ferguson), del Paris Saint Germain (che nonostante 200 palanche messe sul mercato resta dietro al Marsiglia), dello stesso Malaga (il cui patron si è già stufato del giochetto e potrebbe lasciare la società in uno stato vicino al fallimento). Il problema è proprio questo. I soldi possono finire e alla Fininvest se ne sono accorti con dolore. Ma la continuità e la creatività, quelle possono non esaurirsi mai.
Berlusconi ha portato in alto il Milan, sua figlia se vorrà farà la stessa cosa. Serve però uno spirito diverso. Uno spirito duro, forte, quasi spietato. Basta riconoscenza per chi è passato qui e dentro solo staff competente. Che sappia insegnare sul campo ed essere brillante dietro ad una scrivania.
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