Sudafrica, pronti... via! Rossoneri dietro le quinte
Tira una brutta aria tra i rossoneri impegnati con le rispettive nazionali in Sudafrica. Aria di esclusione, di panchina, per un Mondiale da vivere, con ogni probabilità, dietro le quinte. Ma andiamo con ordine, partendo da casa azzurri. Pirlo è l'unico ad avere la certezza di una maglia da titolare, ma sulle sue spalle - e su quelle del ct Marcello Lippi - pesa un macigno grosso così, chiamato “distrazione di secondo grado al polpaccio sinistro”. Il rischio di dover salutare in anticipo il gruppo Campione del Mondo, dunque, è altissimo. Restano Gennaro Gattuso e Gianluca Zambrotta a rappresentare i colori di via Turati. Il centrocampista, dopo una stagione piuttosto travagliata, vissuta ai margini del Milan di Leonardo, non sembra essere in pole per un posto in mezzo al campo. Per il terzino, invece, le chance sono maggiori, ma le recenti prestazioni, a dir poco disastrose (ultima quella nell'amichevole contro il Messico), non lasciano certo presagire un futuro da protagonista nella prossima rassegna iridata. Non se la passa certo meglio Klaas-Jan Huntelaar, combattuto tra una conferma all'ombra della Madunina e un futuro lontano dall'Italia. La maglia 'oranje', infatti, non sorride al Cacciatore, fuori dal giro degli undici, con il commissario tecnico Van Marwijk che, spesso e volentieri, si guarda bene dal gettarlo nella mischia dal primo minuto, accomodandolo al suo fianco in panca. Dubbi anche per lo statunitense Oguchi Onyewu, vittima, nel corso della passata stagione, di un brutto infortunio che lo ha costretto a stare fuori per molto tempo e che, di conseguenza, non gli consente di essere al top della condizione.
Eppure, era stata proprio la maglia a stelle e strisce il vero trampolino di lancio per il difensore ex Standard Liegi, che, nell'ultima Confederation Cup, aveva fatto il bello e il cattivo tempo, attirando su di se gli occhi dei dirigenti milanisti. Di tutt'altro spessore, invece, la prima annata italiana di Thiago Silva, impreziosita dalla convocazione di Carlos Dunga, che, dal canto suo, ha ignorato Pato e, soprattutto, Ronaldinho. Al forte centrale, però, probabilmente non basterà sudare le classiche sette camice per guadagnarsi un posto nella difesa verdeoro, chiusa e sigillata dai due insostituibili Lucio e Juan. Poco male: il futuro (e la carta d'identità) giocano certamente a suo favore. Tra le stelle nere del Ghana figura anche il giovanissimo Dominic Adiyiah, talento purissimo acquistato dal Milan nell'ultimo mercato invernale e mai realmente baciato dal diavolo. Qualche apparizione con la Primavera di Giovanni Stroppa, una manciata di allenamenti in prima squadra e poco più: numeri non certo esaltanti che, uniti al titolo di miglior giocatore ai Mondiali Under-20 del 2009 (con ben 8 gol in 7 partite), gli sono comunque bastati per regalarsi un bel biglietto per il Sudafrica (forse più per fare da spettatore). Insomma, ricapitolando, la situazione per i nazionali milanisti non è tutta rose e fiori. Sarà forse il Mondiale a smentire le previsioni della vigilia, con la sua imprevedibilità e il suo fascino. Per il momento, però, ai blocchi di partenza, il rossonero non è certo il colore vincente.
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