E se tra Adebayor e Dinho...

E se tra Adebayor e Dinho...MilanNews.it
lunedì 30 giugno 2008, 12:07Il Mercato
di Milannews Redazione

Mentre l'Inter procede diritta e, pare, spedita verso i nomi che dovranno reggere la bandiera dell'inizio dell'era Mourinho, il Milan continua nel suo gioco delle tre carte, chissà poi quanto intenzionale, sul nome del giocatore chiamato a dar lustro ad una campagna acquisti sin qui mirata ma non certo eclatante.

Sulla sponda nerazzurra dei Navigli, come detto, la tavola sembra apparecchiata. Mourinho ha fatto capire di non avere né la fretta di chiudere il mercato né l'intenzione di stravolgere la rosa. Pochi nomi, ma buoni (anzi ottimi) per rinforzare una squadra già priva di reali punti deboli. A quelli che c'erano, ed erano soprattutto nella testa e nel carattere, ci penserà Josè. In campo, invece, i tifosi interisti dovrebbero poter ammirare novità soprattutto dalla cintola in su, con tre nomi che, lontani ancora dall'ufficialità, sembrano però ormai vicinissimi per la logica. Lampard, Mancini, Quaresma. Tre colpi che, piazzati alle spalle di Ibrahimovic e affiancati a centrocampo a Cambiasso e Vieira, potrebbero far fare un ulteriore salto di qualità all'Inter. Lampard sta dando l'addio in queste ore al Chelsea, e solo un clamoroso colpo di scena gli sfilerebbe a questo punto di dosso la maglia nerazzurra. Per Quaresma Branca sarebbe ormai vicino all'accordo, mentre per Mancini le cose sono più complesse, perché la Roma chiede troppi soldi. Alla fine, però, la sensazione è che a cedere dovranno essere i giallorossi, bisognosi di vendere Mancini per foraggiare il proprio mercato. E la destinazione Inter sembra, al momento, l'unica credibile.



Diversa, molto diversa, invece, la situazione in casa Milan. Neanche fosse una commedia di Totò, i dirigenti rossoneri nelle ultime settimane hanno affermato, negato, ritrattato, riaffermato e sottolineato, più volte, tutto e il contrario di tutto. Adebayor si, nient'altro che Adebayor, Adebayor no. Perché, a distanza di un giorno, la priorità rossonera è tornata ad essere Ronaldinho. Lo stesso, peraltro, hanno fatto anche i giocatori, contribuendo a complicare ancora di più la vicenda. Ed allora il coloured dell'Arsenal prima ha fatto i capricci perché ormai legatissimo alla maglia rossonera, poi ha assicurato di voler restare a Londra, infine (nelle ultime ore) ha detto che se l'Arsenal non gli aumenta lo stipendio, andrà via, preferendo di gran lunga il Barcellona ai rossoneri. Considerato anche l'addio definitivo del Barca a Trezeguet (sospiro di sollievo per i tifosi juventini), vien da pensare che Adebayor possa essere davvero il prossimo attaccante di Pep Guardiola.

Scontato, allora, che a Milanello ritorni prepotentemente il nome di Ronaldinho – guarda caso nuovamente il primissimo obbiettivo -, che non si è accordato con il Mancester City e ha riacceso all'improvviso la sua passione con il Milan. Ma il costo del cartellino continua ad essere alto (il Milan è fermo a 20 milioni, il Barca ne vorrebbe sempre non meno di 35) e intanto il candidato alle prossime elezioni presidenziali blaugrana, Sandro Rosell, sta pensando di provare a recuperare Ronaldinho. Il Barcellona non lo ha venduto quando valeva 80 milioni, lasciarlo partire in saldo ora avrebbe poco senso. Un ragionamento che fila. E se a Barcellona si formasse la coppia Adebayor – Ronaldinho, ad andarsene sarebbe allora solo il terzo incomodo Eto'o: vuoi vedere che Galliani, Ancelotti e Berlusconi potrebbero trovare un nuovo, unico, primissimo obbiettivo?