Quegli occhi velati. Quei contratti rinnovati. Quelle parole di Giacomo Leopardi
Premessa. I tre anni che vanno dall’estate 2023 al maggio 2026 sono stati, come ripeto spesso, i più tristi, amari, sconsolanti, avvilenti della storia del Milan del dopoguerra. Non conosco le vicissitudini dei pur deludenti anni dieci, venti e trenta del secolo scorso, quando i rossoneri non hanno vinto nulla, ma certo questi sono stati devastanti.
Con la presidenza Trabattoni, è cominciata una nuova era che ha portato il Milan a diventare un Club che crea i più lucenti ricordi. Gli ultimi quindici anni, però, sono stati caratterizzati dalla vittoria solo di due scudetti, di due Supercoppe italiane, senza alcun successo in campo internazionale. Situazione che ha toccato il punto più basso nelle mancate partecipazioni alla Champions League o in eliminazioni e sconfitte contro squadre di scarso rango europeo. I tre anni dei quali sto parlando hanno avuto come figura apicale Gerry Cardinale, che, come ammette senza alcuna giustificazione, ha sbagliato scelte e persone delle quali fidarsi.
È stato come un elettroshock, un suono che è entrato nel cervello di Cardinale, il fischio finale del sig. Guida, che ha chiuso Milan-Cagliari alle ore 22:35 di domenica 24 maggio. Da quel preciso istante tutto è cambiato. Il fondatore di RedBird è sembrato avere capito gli errori. Ha voluto rifondare un Club che stava lentamente spegnendosi, avvolto nelle spire di atroci divisioni interne, di conflitti insanabili e stordenti, di mancanza di passione, dove ha regnato la presunzione e l’arroganza.
Non sappiamo dove porterà questa nuova visione. Comunque i tifosi hanno cominciato ad apprezzare un mercato ricco, anche se ancora incompleto. Una presenza significativa di Cardinale, che parla di Scudetto senza più nominare il quarto posto. L’arrivo, sembra il primo dicembre, di un nuovo Head of Football, utile e necessario per la scrivania di via Aldo Rossi ma anche sul campo di Milanello. Soprattutto segnale forte poi il rinnovo del contratto dei giocatori più forti, in controtendenza rispetto al passato quando venivano ceduti i pezzi migliori. Con la promessa di un gennaio ricco forse di nuovi rinforzi.
Come dico sempre, il padrone della verità sarà il tempo, ma quegli occhi velati di commozione di Gerry Cardinale, dopo la vittoria nel derby, hanno colpito molti tifosi rossoneri. Un segnale che il Milan gli sia entrato nel cuore?
Io credo che sia così anche perché ho sempre seguito quello che ha scritto Giacomo Leopardi, nello “Zibaldone”:
“Il più solido piacere di questa vita è il piacere vano delle illusioni… senza cui la vita nostra sarebbe la più misera e barbara cosa”.
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