GALLIANI, gli azionisti lo pressano

GALLIANI, gli azionisti lo pressano
venerdì 25 aprile 2008, 09:50Il Mercato
di Milannews Redazione
fonte la stampa

Gli scatenati piccoli azionisti del Milan hanno messo alle corde Galliani. E Pirlo, senza saperlo, li ha fomentati: «Se non arriva il quarto posto, la nostra sarà una stagione fallimentare» ha infatti detto a Sky. Una frase poi corretta in questi termini: «Andrea si riferiva solo al campionato perché non dimentichiamocelo, abbiamo vinto un Mondiale per club». Così, almeno, ha sostenuto Galliani quando è stato interpellato sull’argomento. Il centrocampista rossonero ha scelto parole semplici e stringate per fotografare ciò che accade a Milanello, gli azionisti, invece, con interventi fiume hanno approfittato dell’assemblea per l’approvazione del bilancio 2007 per attaccare società e amministratore delegato. Galliani è arrivato preparato all’appuntamento, del resto ogni anno si ripete lo stesso teatrino. Qualcuno ne approfitta per parlare da tifoso e passare in rassegna gli acquisti di mercato andati male. Rispetto a 12 mesi fa, però, il Milan non ha più una semifinale di Champions da giocare e anche la situazione di classifica è deficitaria.

Il dirigente rossonero a fatica è riuscito a parare i colpi. Per difendersi ha ricordato ai "contestatori" i recenti successi ottenuti e ha aggiunto: «Per avere un bilancio in attivo sarebbe bastato vendere Kakà al Real Madrid e incassare 70 milioni di euro». I conti non sono preoccupanti, ma hanno comunque creato degli allarmismi se collegati alle prestazioni sportive della squadra. I numeri certificati parlano di un passivo contenuto di 31,7 milioni di euro. Ciò che evidentemente ha turbato gli azionisti è la politica di rafforzamento che verrà attuata a giugno, al punto che Galliani si è sentito rivolgere la seguente domanda: «L’anno scorso l’avevo pregata di non confermare Dida, quest’anno estendo la richiesta a Emerson, Serginho, Cafu e Favalli perché sono pronti per la Nazionale cantanti». La replica: «I calciatori non sono come le auto, possono cambiare il proprio rendimento di anno in anno».



A Galliani, che è stato eletto dal consiglio d’amministrazione vicepresidente vicario e quindi avrà pieni poteri appena Berlusconi diventerà presidente del Consiglio, adesso toccherà rasserenare gli animi e impostare la campagna acquisti del rilancio. L’impresa non è semplice, perché ad ogni angolo c’è un ostacolo da superare. L’ultima intromissione dell’Inter e quella successiva della Juventus che hanno contattato l’agente di Borriello, ad esempio, non è affatto piaciuta: «Noi, a differenza di altri grandi club, non abbiamo l’abitudine di andare a insidiare le metà altrui», ha tenuto a precisare l’ad rossonero. Con la Juventus c’è ormai un conto aperto. La lotta per arrivare a Flamini si era svolta su binari di ordinaria rivalità. Ma da quando Jean-Claude Blanc ha dichiarato che il francese vuole i bianconeri perché fanno la Champions, qualcosa si è rotto. Galliani con un sorrisetto sospetto ha ribattuto: «Chi lo sa, ai posteri l’ardua sentenza...», forte di un accordo già raggiunto che conta di ufficializzare al massimo tra due settimane.

Intanto le voci sul Ronaldinho impazzano. Il Barcellona avrebbe preferito lavorare sotto traccia per la sua cessione e di conseguenza pare che non abbia gradito il can can mediatico avviato dal Milan. Nella serata di ieri si è poi diffusa la voce di una cena allestita sullo yacht di Briatore, ormeggiato a Barcellona, con ospiti Ronaldinho, Laporta e il consulente di mercato Bronzetti, ma è stata smentita da quest’ultimo.

Come se non bastasse, Galliani dovrà risolvere non pochi problemi interni, su tutti quello di Gattuso. Alla base della discussione ci sarà la fascia di capitano lasciata da Maldini che l’ad rossonero ha promesso a Kakà. Quest’ultimo a parole ha fatto sapere di non avere problemi a cederla ma intimamente è perplesso. Non sfugge la questione di fondo: è giusto che la fascia diventi un’arma di pressione per farsi convincere a restare? A Gattuso la risposta.