Modello Redbird fallimentare. Cardinale venda il Milan. Furlani, 4 anni da AD: bilancio insufficiente
La delusione e la frustrazione che sta vivendo il tifoso del Milan non è descrivibile. L’Inter festeggia lo scudetto e contemporaneamente il Diavolo gioca una delle peggiori partite dell’anno, perdendo male a Sassuolo. Pure in questa stagione i punti di distacco dal vertice sono 15, mentre l’anno scorso e nei due anni precedenti si arriva anche a 20 punti di distacco. Questo significa che il Milan non è competitivo, al di là delle frasi fatte che ci vengono dette, la squadra non è all’altezza per lottare seriamente fino all’ultimo per il titolo. E sono 4 anni che va così. Da quando è arrivato il fondo Redbird dopo lo scudetto, ovvero giugno 2022, e da quando Giorgio Furlani è diventato amministratore delegato del club, cioè dicembre 2022, il Milan non è stato più competitivo, e non ha vinto più niente, tranne la Supercoppa europea.
Il Milan deve partite ogni anno per vincere, lo impone la storia del club. Ma è ormai palese che non c’è questa intenzione nei vertici societari e nella proprietà stessa. Vincere o non vincere non cambia niente per Redbird, e questo è un grosso problema. Proprio ieri pomeriggio abbiamo intervistato su MilanNews Fedele Confalonieri, presidente Mediaset e in passato grande consigliere di Silvio Berlusconi. Ebbene su Cardinale ha detto così: “Una banca che ha una squadra di calcio, cosa gliene frega di vincere uno scudetto? Questo è il punto. Se hai la fortuna, come ce l’ha l’Inter adesso, di avere un grande presidente… Avessimo Galliani potremmo avere qualche chance”.
Dunque in Italia, con il Milan, o si fanno le cose per bene oppure è meglio lasciar perdere. Cardinale venda il club a chi realmente ha voglia di trionfare con questa società.
Passiamo al bilancio di Giorgio Furlani da quando è amministratore delegato. In tre anni e mezzo, ovvero da dicembre 2022 ad oggi, ci sono state solo rivoluzioni. Dirigenti, allenatori, giocatori, tutti via. Vittorie invece? Zero. Solo una misera Supercoppa. Un bravo dirigente dovrebbe coniugare risultati finanziari e sportivi, invece al momento sono tre anni di fallimenti sportivi. Anche qui ci aspettiamo cambiamenti al vertice a fine stagione. Pure il direttore sportivo Tare ha sbagliato due o tre acquisti, e se spendi 75 milioni tra Jashari e Nkunku e nessuno rende, allora c’è un problema grosso.
Passiamo all’allenatore e alla squadra. Non è ammissibile scendere in campo in quel modo a Reggio Emilia. Una grandissima delusione, una figuraccia enorme. La squadra mentalmente ha mollato da due mesi, dalla partita contro la Lazio è crollato tutto quando i giocatori hanno capito realmente di non poter competere per lo scudetto. Qui però ci saremmo aspettati qualcosa in più da mister Allegri nella gestione dello spogliatoio. Non è normale questo crollo verticale, solamente 25 punti in 16 partite nel girone di ritorno. I giocatori invece, che ogni anno arrivano ad un certo punto della stagione e poi pensano solamente agli affari loro, si può dire che non è un comportamento da Milan. Ma anche qui, torniamo allo stesso punto, chi dovrebbe ricordaglielo che stanno giocando in un club blasonato come il Milan? Chi conserva la memoria di questa società? Americani che non sanno nemmeno quante Champions ha vinto il club?

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