Ma che fine ha fatto il Milan del girone di andata?
C'è una domanda che sta tormentando i tifosi del Milan: ma che fine ha fatto la squadra del girone di andata che era in piena lotta per lo scudetto? La sconfitta in casa del Sassuolo ha confermato la crisi del Diavolo che ha avuto un crollo verticale nelle ultime settimane. I numeri dei rossoneri sono da horror: dal 6 aprile, giorno in cui la squadra di Max Allegri ha perso il big-match contro il Napoli, al ko del Mapei Stadium, il bilancio dice tre sconfitte, una vittoria, un pareggio, sei gol subiti e uno solo segnato (Adrien Rabiot a Verona).
NETTO CALO - E con un ruolino di marcia del genere, anche la qualificazione in Champions League che sembrava già in tasca è tornata a rischio. In casa rossonera, come testimoniano anche le parole di Allegri dopo il Sassuolo, inizia a serpeggiare un po' di paura e preoccupazione: "Abbiamo buttato un jolly, ora abbiamo una settimana per preparare la sfida con l’Atalanta, di sicuro non possiamo buttare dieci mesi di lavoro". Rispetto al girone di andata, i numeri del Milan sono calati nettamente nella seconda parte del campionato:
GIRONE DI ANDATA
Numero partite giocate: 19
Punti raccolti: 42
Media punti: 2,2 a partita
Gol fatti: 32
Media gol fatti: 1,7 a partita
Gol subiti: 15
Media gol subiti: 0,8 a partita
Bilancio: 12 vittorie, 6 pareggi, 1 sconfitta
GIRONE DI RITORNO
Numero partite giocate: 16
Punti raccolti: 25
Media punti: 1,6 a partita
Gol fatti: 16
Media gol fatti: 1 a partita
Gol subiti: 14
Media gol subiti: 0,9 a partita
Bilancio: 7 vittorie, 4 pareggi, 5 sconfitte
ERA UN ALTRO MILAN - Ma tornando alla domanda iniziale, dov'è finito il Milan del girone di andata? Nella prima parte della stagione si era vista una squadra con un'identità ben precisa, solida, unita e compatta in campo, che concedeva poco e che era in grado di sfruttare le occasioni che creava. Rafael Leao e Christian Pulisic, nonostante gli acciacchi fisici, erano spesso decisivi e così il Diavolo volava in classifica. Poi, però, qualcosa è cambiato e dopo una striscia d'imbattibilità lunghissima è arrivata la sconfitta contro il Parma che forse ha dato il via al calo dei rossoneri che con il passare dei giorni è diventato sempre più evidente. Fino ad arrivare alle ultime settimane in cui si vede un Milan svuotato, rassegnato, disconnesso e che fa fatica a creare occasioni da gol e a segnare. La crisi degli attaccanti milanisti, che non segnano da oltre due mesi, è il simbolo delle difficoltà del Diavolo che, dopo un girone di andata da scudetto, ora sta avendo un ritmo non basterebbe nemmeno per la Conference League.
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