Dal Brasile ai talenti di casa nostra. El Shaarawy icona positiva per i giovani. Le parole di Maldini spronano a non dimenticare le proprie radici

Dal Brasile ai talenti di casa nostra. El Shaarawy icona positiva per i giovani. Le parole di Maldini spronano a non dimenticare le proprie radiciMilanNews.it
© foto di Giulia Polloli
mercoledì 2 gennaio 2013, 00:00Milanello in rosa
di Giulia Polloli

E’ iniziato il nuovo anno, ma non cambiano le dinamiche che hanno accompagnato il Milan all’inizio del calciomercato. Le trattative brasiliane, se anche Berlusconi si augurava di poter tenere almeno uno tra Pato e Robinho, sembrano essere in fase avanzata.  Qualche complicazione in più per ciò che concerne l’affare Robinho a causa di disparità di vedute circa il trattamento economico. Galliani inoltre sembra stia trattando anche per inserire una sorta di clausola, pro Milan, nel contratto di Pato, in modo che la società di via Turati possa essere tutelata nel caso in cui Pato dovesse ritrovarsi nella sua terra. Una sorta di “premio di preparazione” forse, di certo qualcosa che possa, in futuro, far recuperare al Milan il deficit dovuto alla “svalutazione” del papero sul mercato dopo gli innumerevoli stop a causa degli infortuni.
Tutto pronto dunque per tuffarsi a bomba sul mercato? Magari su Mario Balotelli? Poteva sembrare tutto in discesa, ma il “non si muove” pronunciato dal proprietario del City, lo sceicco Mansour nei confronti dell’attaccante italiano, sembra aver messo un grande ostacolo sul cammino tracciato dalle voci che davano ormai per certo l’approdo di Supermario in rossonero.
Il reparto offensivo rossonero, in attesa di nuove forze, si coccola i talenti rimasti a disposizione di Allegri. Soprattutto El Shaarawy che, oltre ad essere capocannoniere del campionato, oltre ad essersi caricato il destino dei rossoneri sulle spalle, stupisce sempre di più per la sua maturità, dentro e fuori dal campo. Nell’intervista rilasciata a Carlo Pellegatti traspare la sua modestia, il suo essere rimasto con i piedi per terra nonostante il momento importante a livello sportivo e mediatico. Un esempio vero da seguire, il nuovo stereotipo seguito da migliaia di ragazzini urlanti che, oltre che cercare di emularne le prodezze sul campo, lo imitano nella ricerca di un look particolare. Ciò che si evince dalle parole del Faraone è proprio la fierezza nell’essere icona, in senso ovviamente positivo: qualcuno potrebbe leggere i prodromi per la costruzione di una nuova bandiera.
E a proposito di bandiere, l’intervista a Paolo Maldini del collega Enrico Currò di Repubblica ha lasciato ampi margini di discussione. Anche in questo contesto, la platea si spacca tra chi esulta al suo possibile ritorno nel calcio rossonero e chi invece legge con disappunto certe dichiarazioni etichettandolo come nostalgico, arrabbiato, deluso.
Parole forti quelle pronunciate da Maldini, senza ombra di dubbio.

Parole che personalmente vorrei sentir pronunciare da molti giocatori ancora in attività. Il calcio moderno avrebbe bisogno di avere anche dietro una scrivania le bandiere che hanno contribuito a scrivere la storia di un club. Ma evidentemente  in via Turati non hanno ancora deciso se e quale ruolo può essere incarnato dall’ex difensore rossonero, il più forte al mondo. L’assenza di un leader vero, dentro e fuori lo spogliatoio, era stato sottolineato anche da Gattuso dopo il suo addio e con Ringhio, capitano in pectore, hanno lasciato anche i giocatori che hanno fatto la storia del club più titolato al mondo negli ultimi dieci anni. Se l’idea è quella di rifondare, come sembra trapeli anche dalle parole di Berlusconi sulla necessità di avere pazienza per un triennio, allora mettiamoci l’anima in pace. E’ giusto seguire la linea giovane fin qui intrapresa da Galliani, investire su giocatori di qualità soprattutto in prospettiva, valorizzando magari i talenti cresciuti nel vivaio di Milanello: De Sciglio docet.  E forse non è un caso che proprio in difesa sia stato buttato in mischia il giovane talento made in Carnago, questo si potrebbe essere un forte segno di continuità tra il glorioso passato e un futuro tutto da scrivere. Gli ultimi capitani, le ultime bandiere rossonere, hanno sventolato in difesa. E il giovane De Sciglio sembra avere le qualità che si riconoscevano in Baresi e Maldini.
Il Milan torna in campo giovedì, in amichevole contro la gloriosa Pro Patria, società bustocca che ora milita in Lega Pro, seconda divisione. Alle 14.30 Allegri potrà testare le condizioni dei suoi, tracciare i primi bilanci del nuovo anno in attesa del ritorno ufficiale a S.Siro contro il Siena, nel giorno dell’Epifania.
Con il mercato alle porte l’attenzione mediatica sarà ovviamente puntata sui trasferimenti, più che non sulle singole giocate in campo. Il Milan sembra avere un progetto chiaro: alleggerire la rosa e il monte ingaggi per tornare a poter investire, in maniera oculata, sullo scheletro portante del futuro. Ma con il Barcellona dietro l’angolo non è detto che la fame di vittorie possa portare i mediatori rossoneri verso la conclusione di affari insperati.