Dìdac Vilà già innamorato della maglia rossonera. Infortunati e nuovi acquisti con un unico obiettivo: lasciare la propria firma nella storia
Archiviata anche la pratica qualificazione in Tim Cup ora il Milan pensa alla “rognosa”, come la definisce Allegri, gara a Catania. Ma i riflettori sono puntati ancora una volta sulle operazioni di mercato dove il Milan sembra essere soggetto alla sindrome da shopping compulsivo. Dopo Emanuelson e Van Bommel ecco arrivare alla corte di Allegri anche il terzino sinistro che da tempo era in cima alla lista dei desideri della società rossonera. Dìdac Vilà è il nuovo nome rossonero, giovanissimo difensore spagnolo che però sembra non aver bisogno di molte presentazioni. Anche se, qualcuno, tra i corridoi affollati del calciomercato, lo definisce “solo” una pedina importante per arrivare all’altro nome da tempo nell’orbita dei rossoneri, quel Mimmo Criscito che Preziosi non vuole cedere, né al migliore né al più blasonato offerente. Ma parliamo della scalata rossonera al mercato che terminerà lunedì prossimo. Galliani e collaboratori si meritano di certo lo scettro regale in questo gennaio convulso, in cui come sempre centinaia di nomi si sono rincorsi sulle labbra dei procaci procuratori. Ma uno su tutti sembra essere l’uomo in più nelle tasche dell’amministratore delegato rossonero: Mino Raiola che ormai potrebbe accasarsi in uno degli uffici di via Turati, visto il suo “prodigarsi” per gli affari rossoneri. Con un Milan rinforzato ora si può guardare avanti con più serenità? Ovviamente avendo a disposizione tutti gli uomini Allegri potrebbe trovarsi in seria difficoltà nello stilare la formazione gara dopo gara, senza recar dolore a nessuno. Ma così non è. La lista degli infortunati viene aggiornata anche con il nome di Ignazio Abate e nessuno dei vecchi “acciaccati” sembra essere pronto al rientro per la trasferta siciliana. Allegri sdrammatizza, sottolineando che i giocatori rientreranno quando saranno completamente recuperati. Eppure mi sembra di vederli, Gattuso, Pirlo, Seedorf, Flamini, Nesta, Inzaghi e gli altri bloccati sul lettino dell’infermeria guardare la partita da lontano. La sofferenza raddoppia, il richiamo del campo è talmente forte che può far impazzire. E allora spazio ai nuovi talentuosi arrivi, fieri di poter indossare la maglia rossonera e desiderosi di poter mettere sul banco le indubbie doti, a servizio di un obiettivo importante. Ricordandosi che Cassano, Emanuelson e Van Bommel non potranno essere a disposizione per la competizione europea, Allegri avrà modo di gestire al meglio le forze per poter schierare sempre la squadra più fresca e tonica in ogni occasione.
Prima Catania, poi martedì la Lazio. Dopo il turno di riposo ecco l’unica certezza: Ibrahimovic sarà in campo dal primo minuto. Il turnover sembra voler favorire Robinho su Cassano, con Pato, rinvigorito e rallegrato dalla doppietta contro la rattoppata Sampdoria, già priva di Pazzini ormai nerazzurro. E a centrocampo spazio, come detto ai nuovi “orange” e a capitan Ambrosini. Questo vuol dire che Thiago tornerà in difesa? “Sinceramente riportarlo dietro un po’ mi dispiace” ammette Allegri che ha più volte apprezzato il lavoro del centrale difensivo rossonero gettato in mediana per salvare il reparto. Dunque il giovane brasiliano oltre ad essere diventato il degno erede di Paolo Maldini al centro della difesa, si dimostra anche duttile e soprattutto ben amalgamabile in mediana negli schemi rossoneri. Una squadra dunque dinamica in ogni senso, ma con i suoi valori e la sua storia da difendere, da far conoscere e riconoscere dopo qualche anno difficile. E che il Milan riesca a mantenere intatto il suo fascino, lo dimostrano le parole dei giocatori che arrivano ad indossare quella famosa maglia per la prima volta. Lo dimostrano le parole dell’ultimo arrivato, Dídac Vilà: “Penso di essere venuto nel miglior club d'Europa, ovvero il club con più titoli nel mondo del calcio. Sono pronto per le sfide che mi attendono e spero che i tifosi rossoneri finiscano per volermi bene come quelli dell’Espanyol”. Cosa c’entrano i sentimenti con il calcio? Quando si parla di Milan non si può prescindere dall’affetto dei tifosi, dall’accoglienza amorevole di una grande famiglia, dalla voglia di riscuotere applausi e conquistare successi per entrare in una delle storie più affascinanti del calcio mondiale. Una squadra che fa dei legami intensi la propria forza. Una squadra che sente l’importanza di avere il proprio nome stampato su una maglia storica. Una squadra di giocatori pronti a snaturarsi pur di calcare la scena, sempre pronti ad accettare le scelte del tecnico che si è imposto su un gruppo variegato e di certa esperienza, difficile da gestire forse per chiunque, ma non per Allegri che ha trovato la chiave di lettura per imporsi e proporsi sempre con l’obiettivo ben chiaro: questa squadra deve tornare a vincere. E se l’obiettivo è chiaro non possono non esserlo gli sforzi profusi per realizzarlo. E fino a lunedì Galliani non spegnerà i riflettori su questa squadra, pronto a deporre corona e spada solo quando avrà capito di aver vinto ogni battaglia.
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