Due 34enni per il mercato e per dare esperienza. Addii dolorosi di Pato e Robinho...

Due 34enni per il mercato e per dare esperienza. Addii dolorosi di Pato e Robinho...MilanNews.it
© foto di Gaia Brunelli
lunedì 24 dicembre 2012, 00:00Milanello in rosa
di Gaia Brunelli

Miami, Maldive, safari in Africa… A Roma il gruppo vacanze rossonero si preparava all’esodo. Si sverna al caldo, altroché. Si beh Roma non è niente male, il Colosseo, piazza di Spagna, le vie dello shopping, ma il mare e il sole sono difficilmente paragonabili. Scherzi a parte, quello che è emerso dalla sfida contro i giallorossi è che ogni squadra ha insiti i propri difetti. E’ vero quando si dice che il Milan ha la Champions League nel dna, ma purtroppo è vero anche che quando si tratta dell’ultima gara di campionato prima della sosta invernale è difficile vedere un gruppo combattivo e concentrato. C’era forse quasi da aspettarselo, anche se la batosta è stata dura. Tutta la fase difensiva è stata mediamente inguardabile, non solo Mexes e Yepes, ma anche De Sciglio e Constant non hanno mostrato la solita attenzione. A centrocampo poi Nocerino e Montolivo sembravano quelli di inizio stagione: spaesati e inconcludenti. In attacco Boateng da finto centravanti resta un’incognita, forse provare ad arretrarlo potrebbere essere un’idea per destarlo dal torpore in cui si trova. Robinho ha provato qualche giocata, ma anche lui sembra avere la testa già in Brasile. Ed è un peccato perché la sua qualità al Milan mancherà tanto. Anche l’altra sera non ha fatto granché, ma con una sola, seppur sporadica, idea geniale ha mandato in porta El Shaarawy. Bisognerà capire se chi verrà preso al suo posto sarà in grado di garantire questo tipo di giocate che per il Milan sono ossigeno allo stato puro. Certo, poi, il Faraone fin qui aveva abituato bene, riuscendo a mettere in rete tutto ciò che il suo piede catalizzava. Contro la Roma, forse, ha avuto paura di essere prevedibile. Da quella posizione a El Shaarawy viene istintivo calciare sul secondo palo a giro e solitamente non lascia scampo ai portieri avversari per precisione e potenza. Ma questa volta ha scelto di portarsi sulla sinistra per fare qualcosa di diverso. Purtroppo però il controllo successivo non è stato dei migliori e Goicoechea ha intuito il movimento dell’attaccante rossonero. Peccato, perché a volte scegliere di fare sempre la stessa cosa non è per forza un male, soprattutto se l’effetto è vincente. El Shaarawy non deve temere di essere ripetitivo, perché il talento che gli è stato donato è talmente elevato che, anche se prevedibile, non significa che sia disinnescabile.

Archiviata comunque una brutta sconfitta, ora il Milan deve per forza concentrarsi sul mercato. Galliani ha ammesso che il suo viaggio nell’amato Brasile è più che altro stato organizzato per lavoro. Ci sarà da soffrire nel vedere andar via due come Pato e Robinho. Il primo doveva prendere in mano il Milan e trascinarlo come fecero in tempi recenti Shevchenko e Kakà. Ma il Papero ha fallito e ha capito che l’unico modo per rilanciare la propria carriera sia quello di allontanarsi dal Milan, dove i dubbi su di lui difficilmente scompariranno. Se solo il calcio italiano si soffermasse a pensare quanto questo ragazzo fosse in grado di dare dopo le sue prime uscite in rossonero, nessuno sarebbe d’accordo più con la sua cessione. Ma, forse, ora per davvero, si può affermare che Pato al Milan non è più recuperabile. Per quanto riguarda Robinho, come detto, la sua qualità è importante per i rossoneri. Dispiace anche a livello umano, visto che l’allegria che porta in gruppo è sana e salutare. Allegri sarà il primo a essere rammaricato, ma la scelta sembra ormai fatta: Robinho vuole tornare in Brasile. E così sarà. Nomi per il futuro. Drogba è sicuramente un obiettivo importante. E’ un giocatore che garantirebbe gol ed esperienza per poter andare avanti in tutte le competizioni. Ma c’è bisogno di un profilo uguale anche per la difesa, con la differenza che i gol deve evitare che li facciano gli altri. Dal Real Madrid potrebbe arrivare Carvalho che non trova proprio spazio nella squadra di Mourinho. Sarebbero due 34enni che andrebbero a stridere con le strategie Under23 richieste da Berlusconi. Ma l’esperienza non si ha, ma si acquisisce e di senatori al Milan ormai non ce ne sono quasi più. La storia del calcio insegna, poi, che per vincere ci vuole il giusto mix tra giovani e “vecchi”…