Il Milan deve rimarginare le ferite aperte. Siamo di fronte ad una svolta epocale?
Le carte ora sono sul banco, scoperte, visibili a tutti gli altri giocatori. Impossibile fare bluff, impossibile barare: il Milan ha lasciato partire i suoi campioni per ripianare i bilanci. Il Milan ha salutato con l’amaro in bocca questo nuovo dictat societario, lo sanno tutti e ognuno a modo suo cerca di tamponare il proprio dispiacere. Questo però è il nuovo corso, che piaccia o meno. Il Milan ha scelto di tagliare gli esborsi folli e Galliani ne è stato oculato esecutore. La situazione economica di calcio e Italia ha fatto da cornice al capitolo di calciomercato più straziante dell’ultimo decennio. E ora sarà più difficile mettere a segno il colpo giusto visto che l’attenzione mediatica è catalizzata, paradossalmente, dai silenzi di Galliani e Berlusconi. Una sorta di sfida impari, raccontata come fosse l’incipit dello scontro biblico tra Davide e Golia. Basterebbe un giusto colpo assestato con la fionda per far crollare i giganti, ma fino alla fine della storia non sapremo se Davide avrà acquisito una buona mira.
Il destino del Milan è dunque quello di sapersi barcamenare nelle stanze dei bottoni meglio degli altri, Galliani ci ha dato ampie dimostrazioni di questo suo potere e in un certo senso sono convinta che l’amore smisurato per questi colori dei due potenti rossoneri, prima o poi si manifesti in modo assolutamente accecante.
Però è chiaro che il banco piange, che le carte scoperte mettono il Milan nella posizione più scomoda, con il coltello afferrabile solo sulla lama.
Ibra e Thiago ormai sono lontani, anche se gli strascichi delle trattative arrivano ancora assordanti alle nostre orecchie. Thiago si scusa con i tifosi, ha semplicemente obbedito ad un ordine e questo paradossalmente ferisce ancor di più. E’ più facile scagliarsi contro un giocatore che parte per sua volontà, si ha la possibilità di trincerarsi dietro commenti negativi, magari nemmeno educati, ma atti a sfogare la rabbia per aver perso un giocatore di qualità. Invece il tifoso rossonero rimane attonito di fronte a queste realtà: il Milan che vende un giocatore importante per far cassa riporta alla memoria la recente cessione di Kakà, ancor oggi acclamato dalla maggior parte dei cuori rossoneri.
Manca dunque la possibilità di trovare un bersaglio contro cui scagliare la rabbia o, almeno, ad oggi manca la speranza di poter trovare un sostituto in cui poter riporre i sogni di gloria.
Non per questo però il Milan rimane immobile alla finestra. I discorsi in atto sembrano convergere, nonostante tutto, verso nuovi grandi nomi.
Galliani vorrebbe Tevez, Allegri Dzeko e paradossalmente entrambi sono legati a doppio filo alle vicende di un altro campione, quel van Persie che nei pensieri rossoneri era già finito tempo fa.
Ma le dinamiche ora sono cambiate. L’olandese sembra sempre molto vicino al calcio inglese e qualcuno spera che il City di Mancini possa farlo accasare nella sua rosa, così da liberare uno dei due papabili rossoneri. Ma alla finestra, con un vetro socchiuso rimane la Juve, che dell’olandese vorrebbe fare la prossima stella bianconera. E allora è normale che ci siano dei dialoghi aperti per Matri che, già sul mercato, potrebbe tamponare alcune falle in attacco.
Questo ovviamente dando per scontato che Cassano torni con lo stesso spirito della scorsa stagione e che Pato abbia finalmente superato i suoi guai muscolari. Intanto, mentre i nazionali europei e quelli impegnati nelle olimpiadi ultimano il loro percorso prima di rientrare alla base, ecco scaldarsi con energia El Shaarawy e Robinho. Perché questa sera sarà il campo ad emettere la sua prima, provvisoria sentenza. Milan, Juve e Inter si affrontano per il trofeo Tim, primo evento della nuova stagione. E nonostante le numerose assenze proprio questa occasione consentirà di comprendere il reale stato di forma delle tre squadre. Il Milan parte sfavorito, secondo i più, ma non è detto che questo sia uno svantaggio. Soccombere solitamente a questo punto della stagione può essere un motivo in più per progettare colpi futuri. Perché se è vero che il Milan sta agendo al risparmio, è pur vero che nessuno in via Turati vuole pensare ad un Milan non competitivo. La sfida dunque è costruire una squadra senza spendere cifre folli, valorizzando giovani talenti e inserendo campioni non necessariamente strapagati nelle zone nevralgiche. Se questa strategia dovesse risultare vincente, allora saremmo di fronte al più grande cambiamento epocale nel nostro calcio. Ma siamo pronti a vedere il Milan nel ruolo di cavia per il bene del movimento? Io non credo. Dunque avallando le voci più diffuse, credo sia più probabile il rimanere in attesa di colpi di coda in questa lunga, estenuante, disarmante sessione di calciomercato.
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