Kakà per Ibra: "questo divorzio non s'ha da fare". Intanto Pirlo dichiara amore al Milan, ma solo per un posto che conta. E all'orizzonte si rivede SuperPippo.
Altro che festa scudetto, che investirà con tutta la sua potenza la città di Milano. Altro che campionato, il Milan ospita il Cagliari. Archiviata la pratica scudetto e dopo l’uscita di scena dalla Tim Cup, che doveva incoronare Allegri come possibile “unicum” nella storia rossonera, le attenzioni sono rivolte tutte al mercato.
Senatori in scadenza che si lasciano andare a svenevoli dichiarazioni d’affetto e a battute al vetriolo che fanno sussultare Galliani dal trono di via Turati. Lieti ipotizzabili ritorni, partenze da evitare, insomma ce n’è per tutti i gusti. Ma andiamo con ordine.
Questa sera Milano si tingerà con colori rossoneri, la squadra di Allegri infatti girerà per il centro con il tanto amato pullman scoperto, carico di bandiere e allegria: la festa scudetto si preannuncia quasi infinita! Poi la partita contro il Cagliari, quel famoso cerchio che si chiude per mister Allegri, consacrato sul terreno amico proprio il giorno della visita degli ex. E poi la consegna del titolo, da cui si esime Beretta, perché infastidito dalle dichiarazioni di Galliani nostro. E poi ancora festa, così si preannuncia il sabato milanese.
Veniamo dunque all’ostica questione dei rinnovi dei contratti ai senatori. Seedorf ha parlato chiaro: una bandiera merita rispetto, vuole sapere quali saranno le decisioni societarie per lui e i suoi blasonati compagni. Anche Pirlo ha esternato il suo piacere di poter rimanere a Milano, condizionato ovviamente dalla possibilità di trovare spazi certi in quella che sarà la squadra che dovrà tornare vincente in Europa. Gattuso, altro senatore, in questi giorni è stato però accerchiato non relativamente all’ipotetico rinnovo, o al suo trasferimento nella squadra degli zar, ma a causa dei cori che l’hanno visto protagonista a Roma, nell’immediato dopo la conquista dello scudetto, all’indirizzo dell’ex (amico) tecnico Leonardo. Una questione che il buon Galliani ha cercato di risolvere con una stretta di mano tra pari durante la festa Panini, ma che ha degli strascichi legati alla presenza degli ispettori della Procura Federale in sede. Stigmatizzare questo episodio sembra essere opera titanica, e Gattuso dovrà rispondere comunque delle parole “lesive” nei confronti dell’onore leonardesco.
In tutto questo marasma si inserisce anche la trovata “geniale” dello Special One che propone, in cambio del ritorno del figliol prodigo in casa rossonera, la partenza dell’uomo a cui è legata l’immagine di tutta stagione : Kakà per Ibrahimovic, questo lo slogan con cui Mourinho tuona da Madrid. Ma questo divorzio, come scriverebbe la penna del Manzoni, non s’ha da fare. Ibrahimovic ha ormai tatuato sul petto lo scudetto e sono certa che la sua voglia di vincere in Europa sarà accostata al nuovo progetto che i rossoneri si troveranno a disegnare nei prossimi intensi giorni. E chissà se tra questi progetti ci sarà ancora spazio per Van Bommel, che del centrocampo è diventato il trascinatore nel periodo più buio del reparto milanista. Di certo l’olandese firmerebbe ad occhi chiusi un contratto con il Diavolo. Tra gli osservati speciali ritorna di prepotenza Lamela, il giovane talento argentino ha spodestato il giocatore che di super(eroe) non ha solo il nome, Hulk, ma anche le richieste d’ingaggio (100 milioni!). Per ciò che riguarda invece il ritorno di Marco Borriello, tutto sembra molto più lontano del previsto, anche perché su di lui si stanno gettando con veemenza sia il Genoa che la Fiorentina. La patata bollente invece sembra essere la notizia, diffusa da Tuttosport, dell’interessamento del Milan per Thiago Motta, il centrale dell’Inter che tanto piace ad Allegri. E se l’Inter chiedesse in cambio Pirlo? Ma tutto questo ci accompagnerà nelle prossime giornate del ricco mercato rossonero.
E quindi un occhio alla partita che si giocherà sul campo: il cerchio si chiude per Allegri, ormai consacrato agli onori delle cronache e si riapre con gioia per un uomo, un calciatore, che di cicli ne ha affrontati tanti.
Ebbene sì, stiamo parlando di Filippo Inzaghi, che nella giornata di ieri ha completato l’allenamento con la squadra e che è pronto a scendere sul manto verde di S.Siro per il suo rientro, magari lungo lo spazio di pochi minuti, giusto in tempo per far scoppiare lo stadio in una ovazione dovuta oltre che meritata. Super Pippo è tornato, l’uomo dei miracoli e dei record, ancora più affamato di quando ha dovuto interrompere il banchetto a causa di un infortunio che sembrava condannarlo all’appendere le scarpe al chiodo.
La festa scudetto così riceverebbe la classica ciliegina che lo stesso Berlusconi, potrebbe assaporare sulla torta. Perchè la torta la merita eccome, il Presidente, “deus ex machina” della stagione trionfale dei rossoneri, ripresosi dal sonno disturbato dagli incubi nerazzurri degli ultimi cinque anni: voleva una squadra che vincesse lo scudetto? Bene, l’ha ricostruita in ogni dettaglio. E ora è pronto per ripartire verso i lidi europei, dove la coppa che si staglia all’orizzonte sembra voglia vestirsi di rossonero.
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