La maglia rossonera: un sogno per alcuni, un incubo per altri. Criscito e Lazzari la vogliono. A Pato va stretta?

La maglia rossonera: un sogno per alcuni, un incubo per altri. Criscito e Lazzari la vogliono. A Pato va stretta?MilanNews.it
© foto di Giulia Polloli
mercoledì 19 gennaio 2011, 00:00Milanello in rosa
di Giulia Polloli

Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi. Ecco come riassumere la ripresa del campionato dopo il ritiro di Dubai, tra le dune sabbiose e il caldo sole targato Emirates. La preparazione della squadra di Allegri è stata pesante, la classica ripresa atletica che si fa per arrivare a maggio con il fiato lungo e le gambe leggere. Quindi ci si poteva aspettare una ripresa dei giochi faticosa ma allo stesso tempo esaltante. Ma non disastrosa come invece è andata in scena, sia nella scala del calcio, come contro l’Udinese, sia nello stadio di Lecce, quel “Via del Mare” che doveva scaldare i muscoli intorpiditi dalla nebbia meneghina.
La partita contro i bianconeri, per quanto abbia regalato un solo punto al Diavolo, è stata quantomeno “divertente”, visti gli otto gol segnati. Lo stesso non si può dire dell’ultima di campionato, contro un avversario assolutamente non irresistibile, ma che il Milan ha trasformato, soprattutto nel finale, in una “invincibile armada”, che ha piegato gli esperti guerrieri avversari.
Qualcosa dunque non funziona nelle dinamiche dei rossoneri, non solo le gambe non girano, ma sembra che anche i pensieri siano responsabili dell’appannamento del gioco, della fatica ad imporsi e a mantenere il vantaggio. Vantaggio guadagnato sul campo dalla prodezza di Ibrahimovic che va di diritto tra i gol più belli mai segnati.
Il mercato aperto potrebbe portare nuova linfa a mister Allegri. I nomi che si susseguono alla corte di Galliani sono ormai noti. Sembra ci sia l’accordo per accogliere al più presto Criscito, ma si tratta anche per Ziegler. Dinamicità, potenza e velocità in fascia sono le caratteristiche dei due giocatori. A Lecce si è vista la sproporzione tra i due vertici opposti della difesa: Abate impegnato in lunghe progressioni verso l’area leccese, Bonera invece più chiuso. Con il risultato di rendere prevedibile il gioco di Allegri.
A centrocampo sembra vicinissimo l’arrivo di Lazzari, pupillo di Allegri a Cagliari che già scalpita e freme all’idea di poter ritrovare il suo grande maestro e poter vestire l’unica maglia a cui non si può dire di no: quella rossonera. Tanto che dalla regale Inghilterra anche Balotelli non smette di lanciare segnali di fumo.
Il Milan sembra volersi muovere anche su Bastos, Braida è volato a Lione per osservarlo, ritrovando anche il vecchio pallino Cissokho. Qualcuno sembra poter associare tranquillamente il nome di Trezeguet al Milan, ma il fondamento di questa voce è tutto da verificare.
E proprio a questo proposito viene spontanea una riflessione.

Ci sono giocatori che farebbero carte false per vestire quella casacca intrisa con anni di storia: 111 appena compiuti e li porta benissimo.
Quella maglia sembra fare miracoli, creare fantasie incontrollabili, domare animi feroci rendendoli combattivi e orgogliosi.
Ma la stessa maglia può diventare pesante come un macigno se la condotta non conviene al club di via Turati. Tutto questo per parlare del momento particolare di Pato.
Indolente, svogliato ed egoista in campo, tanto da far alterare Ibrahimovic e scatenare la rabbia di Gattuso.
Pato, il giocatore che nessuno avrebbe mai messo in dubbio, ma che negli ultimi mesi sta tradendo la sua indole da bravo ragazzo, forse condizionato dai continui infortuni e dalla lontananza dal campo, ma sempre più vicino alla messa in discussione anche dalle alte cariche societarie.
Determinante quando è in forma, forse mal sopporta il fatto di non essere più al centro del palco anche a causa dei numero si infortuni, o più semplicemente perché scalzato dall’attenzione mediatica rivolta a Cassano e Ibra. Qualcuno scrive che il matrimonio in attacco con Ibra non è così idilliaco. Io credo invece che il papero rossonero abbia solo bisogno di ricordarsi chi è Pato. Questione di tempo dunque per riabituarsi ai giusti ritmi, ma soprattutto Pato credo debba ritrovare l’umiltà che lo ha sempre contraddistinto, la tranquillità personale e lo spirito di sacrificio.
Perché gli schemi di Allegri non prevedono pedine fisse sulla loro casella e se rientra Ibra, se rientrano i compagni è normale che gli spiriti si alterino nel momento in cui qualcuno fa orecchie da mercante.
Ora il Milan è atteso dalla sfida di Coppa Italia, un Milan-Bari che passa da Roma: i guantoni del terzo portiere rossonero potranno essere staccati dal chiodo dello spogliatoio e indossati dopo tempo immemore. E se da una parte sono lieta di rivedere Flavio tra i pali, dall’altra devo pensare al motivo per cui a S.Siro giocherà lui: Amelia infortunato ne avrà per un mese, Abbiati non ha ancora recuperato dall’infortunio.
Qualcuno si dispera, io invece faccio il tifo per lui, poco professionalmente forse, ma felice di rivederlo attivo. Qualcuno vorrebbe avere la sua occasione, o forse l’ha già sprecata sulla panchina del Milan. Mi riferisco sempre ai due difensori che raramente hanno respirato a pieni polmoni in campo: Yepes e Papastathopoulos su tutti. Utilizzati con il contagocce e forse in attesa di un miracolo.
L’unico miracolo a cui spero di poter assistere presto è il ritorno di Pippo Inzaghi sul campo. E proprio la carriera di super Pippo vorrei tanto ispirasse Pato a tornare umile e a regalare le emozioni che ancora non ci ha fatto provare. Pippo sta lottando per indossare di nuovo quella maglia ad alti livelli, se solo questa diventasse una Pato-logia …