Nasce il nuovo Milan: la difesa con nuovi innesti, ora è il momento del centrocampo e poi si attende il colpo in attacco...
Inutile nasconderlo: questo scudetto racchiude in sé la voglia di tornare ad alti livelli il più in fretta possibile. E' come se fosse solo l'inizio. Tutti ora già pensano alla Champions League, perché, nonostante ci sia chi sostiene il contrario, vincere la Coppa con le orecchie è un'emozione totalmente differente. Lo si è visto anche sabato sera nelle strade di Milano, dove c'erano festeggiamenti e cori, ma nel 2007 fu tutt'altra cosa. Bisogna ammetterlo e non c'è proprio niente di male a farlo. In ogni caso lo scudetto mancava da via Turati da 7 anni quindi è un bene che sia arrivato nel momento del cambiamento del Milan. Il rinnovamento è ufficialmente in atto. L'addio di Ancelotti aveva fatto chiarezza sul fatto che la società rossonera volesse dare una svolta alla squadra e al gruppo; con Leonardo c'era stato il primo tentativo andato male. Con Allegri il trionfo in campionato e la sensazione, come detto, che non sia finita qui. La lunga strada verso il successo è appena iniziata, anzi, giusto per rimanere in tema di “Giro”, sembra che il Milan abbia raggiunto solo la prima tappa. In estate sarà bene andare a consolidare quelle alleanze utili e indispensabili che quest'anno hanno permesso tutto ciò. A cominciare da quella con Preziosi. Lo stesso presidente del Genoa, dopo il derby vinto all'ultimo respiro, non ha ha voluto approfondire particolarmente il discorso sul mercato, ma ha precisato che con il Milan ci sono alcuni punti su cui discutere. Ha fatto i nomi di Amelia, Strasser, Beretta e Paloschi, ma naturalmente nella questione entra in maniera dirompente (come nel suo stile) Kevin Prince Boateng del cui cartellino il Milan vorrebbe appropriarsi in maniera totale, senza lasciare la metà al Genoa. Altri discorsi vanno affrontati con Perez, grande amico di Galliani. Se con la cessione di Kakà al Real Madrid si sono aperti varchi importanti di trattativa è bene sfruttarli ora che gli obiettivi sono già stati dichiarati. L'ad rossonero ha detto che i cambiamenti maggiori avverranno a centrocampo con rincalzi importanti.
Il Lassana Diarra visto contro il Barcellona non è dispiaciuto affatto. Il centrocampista della Nazionale francese, classe '85, incarna alla perfezione il nuovo modello di mediano ricercato dal Milan. L'illuminazione l'ha portata Van Bommel. Se prima a Milanello pensavano di non poter fare a meno di Pirlo, a gennaio con l'arrivo dell'olandese del Bayern di Monaco, tutto è cambiato. Van Bommel sa impostare e sa anche distruggere. Così anche Diarra che è in netta concorrenza con Essien del Chelsea. Il ghanese ha tre anni in più, ma forse anche doti tecniche maggiori e poi ai Blues il Milan potrebbe proporre lo scambio proprio con Andrea Pirlo. Ma è grazie agli obiettivi già raggiunti che si riesce a pensare in grande anche per il futuro. Il Milan, infatti, ha saputo accaparrarsi giocatori importanti e di livello prima che potessero farlo altre società. Philippe Mexes, nella prossima stagione, vestirà rossonero. Così come Taiwo del Marsiglia. Terzino sinistro nigeriano classe '85, al momento ancora extracomunitario, ma non è detto che, a breve, non possa riuscire a prendere la cittadinanza francese. E poi Federico Marchetti che verrà a fare il secondo di Abbiati. La difesa (già la migliore di questo campionato in quanto a reti subite) sembra puntellata nella maniera più efficace, ora è il momento del centrocampo... e per l'attacco si attende il colpo. Berlusconi ha detto che qualcuno dal Sudamerica arriverà... sarà Ganso? No, perché anche Robben se vuole sa essere molto brasiliano...
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