Rinforzi e cuore
Niente fuochi d’artificio in casa Juve, soltanto qualche minicicciolo. Ma d’altra parte, si sapeva che questa finestra di mercato non avrebbe regalato grandi colpi di scena. Dopo Toni, finito già in carrozzeria, e Barzagli ancora da testare, in piena zona cesarini Marotta e Paratici sono riusciti a prendere per i capelli Alessandro Matri e soprattutto sono stati in grado di “liberarsi” dalla zavorra Amauri, l’attaccante che ha disimparato a fare gol. I tifosi hanno storto il naso, avrebbero preferito Pazzini, visto e considerato che la cifra era più o meno la stessa. Effettivamente Cellino s’è fatto pagare un po’ più del dovuto ma in realtà la Vecchia Signora è riuscita comunque a raggiungere lo scopo prefissatosi: portarsi a casa un centravanti senza dover tirar subito fuori i quattrini dal portafogli. Certo, il prezzo di riscatto finale è decisamente troppo elevato, ma quando ti fai prendere con l'acqua alla gola tocca accontentarsi. Inutile, quindi, rimpiangere il Pazzo. Con gli attuali vincoli di bilancio imposti dal club, non sarebbe stato possibile aggiudicarsi il cartellino dell’ex doriano.
Comprensibile, tuttavia, lo scetticismo che circonda Torino. Matri vanta già 11 reti in 22 partite, ha la velocità e il physique du role ma… c’è un ma. L’ex rossoblu non si è mai misurato in una squadra d’alto livello e soprattutto non ha mai calcato il palcoscenico europeo. Indossando la maglia bianconera avrà finalmente l’occasione di compiere il salto di qualità. Certo, i buoni presupposti, come la media gol, fanno ben sperare, ma senza garanzie, non resta che appellarsi all’ottimismo. In attesa di scoprire se il talento 26enne riuscirà a sbocciare sotto la Mole, dando i suoi frutti, in Corso Galileo Ferraris probabilmente staranno festeggiando la partenza di Amauri. Chi o cosa sia stato in grado di convincerlo a schiodarsi da Torino, dopo mesi di ostinata follia, non è dato sapersi ma alla Juve è stato sufficiente sapere che avrebbe liberato la stanza che da troppo tempo occupava “illegittimamente”. Chissà mai che l’aria di Parma gli faccia ricordare il mestiere per cui è pagato: ovvero buttare la palla in rete, un’attività, che l’italo-brasiliano ha smesso di mettere in pratica ormai un anno fa.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan


