Borghi: "Non capisco l'insistenza su Estupinan, certi cambi o determinate decisioni iniziali. Al Milan non si fissa niente"

Borghi: "Non capisco l'insistenza su Estupinan, certi cambi o determinate decisioni iniziali. Al Milan non si fissa niente"
© foto di Stefano Borghi
Oggi alle 00:40News
di Antonello Gioia
Stefano Borghi, giornalista, si è così espresso a Cronache di Spogliatoio commentando la prestazione del Milan contro il Bologna.

Stefano Borghi, giornalista, si è così espresso a Cronache di Spogliatoio commentando la prestazione del Milan contro il Bologna: "Non si fanno grandi progressi. Le assenze del Milan, a parte l'emergenza generale, stasera imponevano alla squadra di inventarsi letteralmente il modo di stare in undici in campo, e questo va tenuto in considerazione. Poi però nel Milan non si fissa niente.

Ruben Amorim è un allenatore di cui tutti abbiamo visto il lavoro al Manchester United, ma mi piace pensare che in tanti abbiano ammirato anche il suo Sporting: per me Amorim ha idee di calcio alte, interessanti, e merita fiducia. Quando in estate, nel bel mezzo di un vero e proprio temporale societario, il Milan ha scelto lui, ho pensato che fosse la scelta giusta. È chiaro, poi bisogna mettere in piedi una dirigenza e costruire una squadra, ma resta una scelta intrigante e affascinante; di certo non sono qui a chiedere la testa o la ghigliottina di Amorim. Il punto è che non si fissa nulla: il Milan non ha continuità, né all'interno della stessa partita né nei risultati. E questo è un problema, figlio anche di certe dinamiche come l'emergenza infortuni, ma figlio a volte pure di alcune rotazioni forse un pochino esagerate, un po' troppo scientifiche e legate alla ricerca esasperata del minutaggio. Questa è la considerazione generale".

L'ANALISI DI BORGHI SUL MILAN

"Il Milan - prosegue Borghi nella sua analisi - continua inoltre a palesare i soliti problemi di tanto tempo a questa parte, ovvero l'incapacità di difendere dentro l'area di rigore: nessuno marca nessuno. E adesso, con il forfait del miglior difensore che ha in rosa, ovvero Mario Gila — senza dimenticare l'assenza di Gabbia —, la situazione si fa sempre più pesante. De Winter ripete un po' sempre gli stessi errori, Pavlovic è un difensore che si fa valere di più quando si sgancia in avanti rispetto a quando deve ripiegare, e così il Milan accusa cronicamente questo difetto, prendendo gol davvero evitabili anche nei momenti chiave della gara.

Ma c'è di più: il Milan è spesso pericoloso per sé stesso quando gestisce il pallone, perché se lo perde, l'equilibrio tattico svanisce, a prescindere dai sistemi di gioco provati, cambiati e riadattati in base agli interpreti. L'aspetto per cui Amorim è più attaccabile in questo momento riguarda proprio alcune scelte: penso all'insistenza su Estupiñán, un giocatore in palese e chiara difficoltà. È vero che compie anche qualche intervento positivo nel corso della partita, soprattutto nei recuperi difensive e nelle diagonali. Però non capisco questa perseveranza, pur al netto delle opzioni ridotte, e non comprendo certe sostituzioni o determinate decisioni iniziali. Scelte che stanno contribuendo ad alimentare questo caos. I problemi principali del Milan, però, restano due: il non sapersi difendere e il non riuscire a fissare alcun punto fermo. Si finisce sempre per tornare allo stesso identico punto di partenza".