Calcagno (AIC): "Come tutte le categorie siamo pronti a ripartire anche con un minimo di rischio"

22.05.2020 16:24 di Matteo Calcagni Twitter:    Vedi letture
Fonte: Tuttomercatoweb.com
Calcagno (AIC): "Come tutte le categorie siamo pronti a ripartire anche con un minimo di rischio"

Umberto Calcagno, vice presidente dell'AIC, ha parlato a Centro Suono Sport dei temi riguardanti la ripresa del calcio in Italia:

Cosa pensa della possibilità di disputare alcune partite nel pomeriggio dopo la ripresa?
"Ho giocato spesso alle 15 al sud quando giocavo in C e non era per niente facile. Spero che si possa ragionare su questa possibilità, ma andiamo avanti per step. Stiamo aspettando i protocolli e la riunione del 28 maggio che sarà decisiva".

Si è parlato molto degli stipendi dei calciatori e dei tagli che i club stanno proponendo, siete preoccupati?
"Molto, visto che la FIGC con le norme emanate ieri non controllerà nessun pagamento per circa cinque mesi e mezzo. Il rischio è che non arrivino stipendi per tutto questo periodo. Dobbiamo considerare tra l'altro che il calcio non è solo la Serie A, ci sono anche la B e la C. Il Lega Pro il 70% dei calciatori prende meno di 50mila euro e anche a loro non verranno controllati gli stipendi per lo stesso periodo. Vi sembra normale? L'unico presupposto deciso è che se si tornerà in campo si farà senza essere pagati. Mi sembra assurdo".

I calciatori come stanno vivendo il possibile ritorno in campo, sono preoccupati?
"Siamo tutti preoccupati, tutti i professionisti e non solo i calciatori. Io faccio l'avvocato e ho alcuni colleghi che ancora non sono tornati a lavoro. Agazzi per esempio ha preferito interrompere il contratto e non tornare a giocare per paura del virus. C'è una comunità scientifica che sta lavorando ai protocolli, non è una questione di essere a favore o contro la ripresa. Poi dovremo essere bravi a controllare che i protocolli vengano rispettati, ma questo è il nostro lavoro. Sembra che adesso ci sia la possibilità di ripartire, non col rischio zero ovviamente, ma con un rischio comunque minimo. Questo discorso però vale per tutti i settori, non solo per il calcio".