Calcio e Coronavirus, Dottor Matracia: "Giusto il rinvio, ma una settimana non basta"

23.02.2020 17:15 di Matteo Calcagni Twitter:    Vedi letture
Fonte: Tuttomercatoweb.com
Calcio e Coronavirus, Dottor Matracia: "Giusto il rinvio, ma una settimana non basta"

Mondo del calcio in apprensione. Partite rinviate per via del Coronavirus. Misura corretta o prevenzione esagerata? TuttoMercatoWeb.com ha chiesto un parere al Dottor Roberto Matracia, medico sportivo di esperienza pluriennale, ex responsabile sanitario del Palermo degli anni d’oro, con un passato al Trapani e oggi di nuovo in rosanero.

Dottore, partite rinviate: giusto così o è una misura esagerata?
“Non è un’esagerazione. La prevenzione è importante. Ma non capisco il rinvio della partita del Torino in Piemonte e non quello del Genoa in Liguria. Si tratta di territori vicini alla Lombardia dove c’è grande affluenza di gente soprattutto nei luoghi affollati. Per quanto riguarda i rinvii al Nord, visto il numero rilevante di casi è giusto prevenire e rinviare le partite di calcio. Come è giusto non andare nei cinema e chiudere tutte le strutture con grande affluenza di essere umani”.

Il virus è mortale?
“Non è mortale. Lo diventa se colpisce un individuo con delle patologie preesistenti. Oggi non c’è una prevenzione certa, ma è da evitare andare in luoghi dove ci sono gruppi di persone come ad esempio gli aeroporti, dove arrivano stranieri da territori che non conosciamo”.

Il rinvio delle partite per una settimana però non sembra avere molto senso. Cosa può cambiare in sette giorni?
“Giusta osservazione. Se domenica si dovesse giocare normalmente a cosa sarebbe servito il rinvio di una settimana? A meno che da qui a domenica non si trovasse una soluzione. Anche se mi sembra presto. Così sarebbe un rinvio fine a se stesso”.

C’è anche il rischio che colpisca altre zone d’Italia?
“Si. È inutile negarlo. Può arrivare anche in altre zone d’Italia. Oggi bisogna sperare che venga trovato un antidoto per debellare il virus”.

Gli accorgimenti per prevenire il contagio?
“Faccio un esempio: un calciatore che ha i genitori a Milano deve evitare di andare in territori che oggi sono potenzialmente pericolosi. Al di là, chiaramente, dei vari accorgimenti come lavarsi le mani e mantenere l’igiene quotidiana. Comunque la vera prevenzione si basa sullo stare lontani da zone dove ci sono individui sospetti”.