Destini incrociati: Zlatan Ibrahimovic e la strana storia con il Sassuolo

20.05.2022 22:10 di Redazione MilanNews Twitter:    vedi letture
Fonte: Giovanni Picchi
Destini incrociati: Zlatan Ibrahimovic e la strana storia con il Sassuolo
MilanNews.it
© foto di www.imagephotoagency.it

L’attesa per Sassuolo-Milan e Inter-Sampdoria è ormai al termine. Poche ore separano una Milano fremente dal verdetto finale. Dopo i due match delle 18 di domenica, verrà decretato su quale sponda del Naviglio si potrà festeggiare. In ogni caso sarà una giornata storica per Milano.

Ed in ogni caso lo sarà per uno dei protagonisti, tanto legato alla città meneghina, con un occhio di riguardo ovviamente al lato rossonero. Sassuolo-Milan vorrà dire tanto per Zlatan Ibrahimovic. Sarà l’ultima partita della sua carriera? Tabù attualmente irrisolto, visto che lo svedese non ha ancora sciolto le riserve sul suo futuro. Invece aveva parlato chiaro due anni fa, quando appena arrivato dall’America aveva annunciato di voler riportare il club di via Aldo Rossi al top. Per rafforzare il suo status da uomo di parola – i tifosi rossoneri faranno gli spergiuri del caso – serve ottenere almeno un punto domenica a Reggio Emilia. Il Sassuolo, oltre all’indiscussa qualità del gioco e della rosa, non rappresenta uno scoglio qualsiasi per il totem svedese, considerando il sorprendente legame tra la carriera di Ibra e la storia recente del club neroverde.

ALLEGRI, PARMA ED IL TROFEO TIM La strana storia tra Zlatan Ibrahimovic ed il Sassuolo ha inizio nella stagione 2007/08. Un annata che nessuna delle due parti dimenticherà facilmente. Infatti, nell’aprile del 2008 il club emiliano ottiene la prima storica promozione in Serie B. Sulla panchina neroverde sedeva Max Allegri, che tre anni dopo avrebbe portato Ibrahimovic a diventare Campione d’Italia con il Milan. Invece l’allora nerazzurro Zlatan, un mese dopo i festeggiamenti del Sassuolo, con la sua doppietta al Tardini contro il Parma consegna lo Scudetto all’Inter. Corsi e ricorsi: proprio in un campionato deciso all’ultima giornata in una città emiliana.

Dopo essersi fermati stabilmente in B, il Sassuolo raggiunge un secondo storico passaggio di categoria, con la qualificazione per la Serie A 2013/14. Per dare visibilità alla propria squadra, neopromossa, patron Squinzi quell’estate decide di ospitare al Mapei Stadium il Trofeo Tim, contro Juventus e Milan. Ibrahimovic, ormai convertito ai colori rossoneri dopo l’anno sabbatico di Barcellona, appena cinque giorni prima del triangolare amichevole lascia il Milan destinazione PSG: incontro con il Sassuolo rimandato.

Anche nella prima e unica apparizione europea degli emiliani compare lo zampino dello svedese. L’edizione 2016/17 dell’Europa League, a cui il Sassuolo partecipa ma viene eliminato ai gironi, vede come vincitore il Manchester United in cui militava proprio Ibrahimovic, che alza la coppa senza giocare la finale, dopo la rottura del crociato. Non si annoverano però scontri fra i Red Devils e gli uomini di Di Francesco.

Zlatan e il Sassuolo sembrano viaggiare su due mondi paralleli, forse destinati a non incontrarsi mai. Quando clamorosamente l’attaccante ormai 39enne decide di rimettersi in gioco, tornando in Serie A, addirittura una pandemia globale sospende il campionato. La sensazione è che “Questo Ibra vs Sassuolo non s’ha da fare”, ma la Serie A torna in campo in estate ed il tanto atteso scontro può andare in scena. Al Mapei il punteggio recita Sassuolo 1, Ibrahimovic 2: Milan matematicamente qualificato in Europa. Lo svedese schianta i neroverdi con una doppietta, e nell’intervista post-partita gli viene annunciato che la società ha deciso di puntare ancora su Stefano Pioli per la stagione successiva, cancellando le nozze preannunciate con Ralf Rangnick. Confermato l’uomo che poi lo avrebbe convinto a rimanere al Milan.

I neroverdi si sono poi presi la propria rivincita battendo 3-1 il Milan di Ibra a San Siro, all’andata di questa stagione. Quel 22 luglio 2020 rimane però l’unica apparizione del numero 11 al Mapei. Ci tornerà domenica, si vedrà se da protagonista in campo o come guida dalla panchina.

Sarà la fine di un’illustre carriera, il mantenimento di una promessa o, più semplicemente, l’ennesimo capitolo della saga “Ibra e Sassuolo, Desti incrociati”?