Garlando e i numeri del derby: "Inter 8 tiri in porta e un gol, Milan 4 tiri e 3 gol"

Garlando e i numeri del derby: "Inter 8 tiri in porta e un gol, Milan 4 tiri e 3 gol"MilanNews.it
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Oggi alle 17:30News
di Antonello Gioia
Luigi Garlando, giornalista, si è così espresso su La Gazzetta dello Sport raccontando il derby tra Milan e Inter di sabato sera.

Luigi Garlando, giornalista, si è così espresso su La Gazzetta dello Sport raccontando il derby tra Milan e Inter: "Se all’emergenza fisica che ha imposto modifiche tattiche aggiungiamo un approccio morbido, tipico di questa Inter, andata sotto in 5 partite su 9 di campionato, ma inconcepibile in un derby, si spiega perché dopo 10’ si trovi sotto di 2 gol, contro un Milan, al contrario, dalle voglie roventi, con un Moreira indemoniato. L’esterno belga arma la testa di Pulisic al 4’ e al 10’ calibra un corner basso distillato a Milanello che, con un sistema di blocchi, libera la bellissima carezza di Rabiot. Alla vigilia avevamo indicato in Pulisic e Rabiot gli spauracchi da Halloween, perché abilissimi a leggere gli spazi e ad imbucarli. Anche per questo Chivu, avendo subito troppe transizioni nelle partite precedenti (perfino a Venezia), ha pensato al doppio trequartista per rafforzare la diga in mediana, ma non è servito. Anche perché, puoi fare la tattica che vuoi, ma se pecchi in marcatura (Bisseck) su Pulisic, più di uno sul gol di Rabiot, il gol lo prendi. Doppio vantaggio meritato. Rossoneri concentratissimi e ordinati in un liquido 4-2-3-1, con Diawara che si alzava a sinistra in fase di impostazione ed era pronto a rinculare per intercettare la corsa di Spence. Inter sotto di due gol, come contro Roma, Napoli e Real Madrid. E, come nei casi precedenti, prova a svegliarsi e a risalire. E sembra farcela, perché dimezza lo scarto con Bastoni da azione d’angolo (22’), impone un miracolo a Maignan (33’), ammassa 7 tiri in porta e 7 corner (contro 1) e sembra sulla soglia del pareggio. Se l’Inter ha il vizio di partire svogliata, il Milan ha quello di sgonfiarsi dopo il vantaggio: Juve, Sassuolo, Bologna... Ma mentre il pari sembra arrivare in volo su una scopa, quel demonio di Moreira ne inventa un’altra: splendida punizione a giro e 3-1 al 43’. La leggerezza, insopportabile anche per Kundera, con cui Barella pasticcia il disimpegno e regala la punizione dal limite, è il simbolo perfetto dell’Inter odierna. Invece il Milan: 3 tiri, 3 gol. Chiaro?".

L'ALTRO TIRO DEL MILAN

"L’Inter - racconta Garlando - riprende il comando del gioco nella ripresa, si accampa nella metà campo del Diavolo, ma sempre con una lentezza che rasenta la rassegnazione e che spicca, per contrasto, con gli anticipi rabbiosi di Pavlovic. Il primo tiro nello specchio dei nerazzurri, infatti, arriva solo al 26’: una telefonata aerea di Carlos Augusto. Subito dopo, Chivu fa i primi due cambi: centrocampisti per centrocampisti. Quanto servirebbero due punte e il vero Dimarco... Ma non si può. Al 29’ sembra riaprirsi la speranza perché Guida, quello che non arbitra il Napoli per non rovinarsi la passeggiata a Mergellina, vede un rigore per l’Inter. Solo lui. Infatti, il Var lo prende per le orecchie. I debilitati Bonny e Pio Esposito entrano al 36’ quando ormi i buoi sono scappati dalla stalla. Anzi, un tiro di Cisse al 45’, il quarto di tutta la notte rossonera, rischia di diventare il quarto gol. Gli 8 tiri in porta dei nerazzurri hanno fruttato un solo gol. Il Milan festeggia Halloween, l’Inter ha visto solo le streghe".