Pioli racconta: "Una volta Ibra è entrato nel mio ufficio e ho ballato per tre minuti"

Pioli racconta: "Una volta Ibra è entrato nel mio ufficio e ho ballato per tre minuti"MilanNews.it
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Oggi alle 19:10News
di Antonello Gioia
Stefano Pioli, ex allenatore del Milan, si è così espresso a SkySport raccontando un aneddoto con Zlatan Ibrahimovic ai tempi del Milan.

Stefano Pioli, ex allenatore del Milan, si è così espresso a SkySport raccontando un aneddoto con Zlatan Ibrahimovic ai tempi del Milan: "Cristiano Ronaldo e Zlatan Ibrahimovic sono molto simili nel rapporto: tu sei chiaro con me e io ti rispetto; se non sei chiaro con me, non va bene. Ma a parte questo, io ho sempre impostato il rapporto sulla chiarezza e sulla sincerità. È chiaro che con Zlatan e con Cristiano, se gli dici 'Guarda che domani non giochi' oppure 'Domani giochi sessanta minuti' e poi li togli... beh, cambia tutto, a seconda che lo fai o meno".

PIOLI E L'ANEDDOTO CON IBRA

"Una volta - ha raccontato Pioli - a Zlatan non dissi una cosa in anticipo, ma fu solo per la fretta. Mi sembra fosse il periodo del Covid, giocavamo ogni tre giorni e a fine primo tempo eravamo sullo 0-0; poi invece, in dieci minuti, facciamo due o tre gol, non ricordo esattamente. Comunque faccio tre cambi veloci: tolgo Zlatan, Calhanoglu e un altro. A Zlatan non gliel'avevo anticipato. Il giorno dopo mi fa: 'Vabbè...'. E poi, quando si imbroncia Zlatan, ci mette un attimo a dimenticarselo. Il giorno dopo, però, è come se non fosse successo niente. Però te lo dice.

Io lascio sempre la porta del mio ufficio aperta, perché mi piace salutare i giocatori e vederli passare. Anzi, mi hanno fatto cambiare l'ufficio proprio perché lo volevo collocato esattamente tra lo spogliatoio e la fisioterapia: un punto di passaggio obbligato, dove tutti i giorni passano per forza. E così io salutavo tutti, entravano da me, ogni tanto li fermavo... Quel giorno lì, però, non mi aspettavo che entrasse Zlatan. È entrato e mi ha detto: 'Oggi parlo io'. Io sono rimasto su quelle poltrone che ballano: ho ballato per tre minuti buoni, ma poi è passata.

Ricordo il primo giorno che è arrivato Zlatan: l'ho aspettato nel mio ufficio, era buio, a fine gennaio. Ha fatto subito un po' di lavoro sul tapis roulant per via di un problema al ginocchio, poi è venuto nel mio ufficio. Abbiamo parlato un po', gli ho spiegato come volevo utilizzarlo sul campo a livello tecnico-tattico e gli ho detto chiaramente: 'Tu fai l'allenatore, io faccio il giocatore. Tu rispetti me, io rispetto te'. E così è stato".