Salvini a 7Gold: "Non c'è un'idea di gioco. Il dubbio che non dipenda tutto quanto dall'allenatore è lecito"

16.09.2019 21:48 di Antonio Vitiello Twitter:    Vedi letture
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
Salvini a 7Gold: "Non c'è un'idea di gioco. Il dubbio che non dipenda tutto quanto dall'allenatore è lecito"

Matteo Salvini, politico e tifoso del Milan, è intervenuto a 7 Gold per parlare della squadra rossonera: "Non c'è un'idea di gioco, sembra che si siano trovati ieri – ha dichiarato in esclusiva a 7 Gold in occasione della prima puntata del Processo -. Ho fiducia in Giampaolo e magari nelle prossime settimane qualcosa di meglio si vedrà, però sembra il Milan dell'anno scorso, spento e senza un'idea. Cosa abbiamo fatto contro un Verona neopromosso e in 10? Poi la fede è la fede, io ho iniziato a seguire il Milan quando era in Serie B, però sono anni e anni che soffriamo. Non sarà mica stata una vittoria quella di ieri sera?".

Sul derby: "Mi approccio al derby con due braccialetti – ha detto Salvini -, quello del Milan e quello di Fatima che mi ha regalato una signora, perché sabato o c'è un miracolo oppure la vedo male. Del resto male con l'Udinese, male con il Brescia, con il Verona peggio. Però il derby è il derby, l'anno scorso sono andato allo stadio con mio figlio e tutti eravamo convinti che avremmo vinto ed è finita come è finita (vittoria per 3-2 dell'Inter, ndr), quest'anno tutti pensano, me compreso, che finirà male, ma magari un 1-0, il Var, un'autorete...".

Sull'Inter e Conte: "Conte è Conte, i giocatori che hanno comprato sono giocatori, noi contiamo sulla sorte. Devo tornare alla vecchia maniera degli ultimi anni di derby: mi rimane solo di fare gli auguri all'Inter, che è nettamente favorita, vincerà due, tre o quattro a zero e noi ripartiremo da domenica. Onestamente ci rimane solo la 'gufata', perché tecnicamente la vedo male".

Sull'allenatore: “Il dubbio che non dipenda tutto quanto dall'allenatore è lecito. Ho perso il conto, quanti ne abbiamo cambiati negli ultimi anni? La squadra entrata in campo dal primo minuto ieri è quella dell'anno scorso, nel senso che abbiamo comprato tanti giocatori ma dei nuovi acquisti non si hanno notizie, anzi l'unico che è entrato è stato Rebic che abbiamo preso settimana scorsa. Che pazienza ci vuole!".

I fischi a Kessie? "Ignorare questa gente è la risposta migliore, perché se riapriamo i dibattiti invogliamo qualcuno a fare il fenomeno. Passiamo oltre perché il calcio unisce".

San Siro? "Sono un romantico e un nostalgico. Però serve uno stadio nuovo, perché giro l'Europa e vedo che servono stadi nuovi, più sicuri, di capienza più ridotta, che vivano sette giorni su sette, con celle di sicurezza, con telecamere e parcheggi. Però se mi si chiede se abbattere San Siro è cosa da fare dico no. Sono cresciuto a San Siro, e come me generazioni di sportivi e di tifosi, quindi vorrei si riuscisse a creare uno stadio nuovo senza distruggere la nostra storia, perché San Siro è il calcio nel mondo".