A San Siro un solo Principe ed è Boato
C'è chi nasce "Principe", chi lo diventa su nomina del tifo, Milano ne ha due, senza ombra di dubbio l'unico e originale è quello rossonero Kevin Boateng, nome che in questi giorni ha infiammato il clima e, caricato i tifosi dai giornali prima, dal campo poi. "Mai all'Inter mi sento milanista dentro", "Voglio restare al Milan" e in ultimo l'affermazione più importante di tutte, firmata Prezionsi: "Boateng resterà sicuramente al Milan senza problemi". I rossoneri battono, beffano e umiliano i cugini, quelli del triplete, quelli che si sentono i padroni della città, si tolgono tanti sassi dalle scarpe e soprattutto portano alla ribalta il loro simbolo nobile. Boateng principe in campo, Milito seduto e suddito in pachina, eppure la nomea è molto simile. Importante per presenza e lavoro al servizio del gruppo, il ghanese non cerca funambolismi e luci della ribaltà, lavora di fisico, gioca di sponda e cerca di offrire un'alternativa utilissima, al compagno in possesso della palla.
Non nasce fantasista, lo vuole diventare, sicuramente è già candidato al ruolo di "unico" nella rosa. Le caratteristiche in possesso al Boa non sono comuni nel gruppo rossonero: fisico impressionante, corsa, grinta e tecnica, se al tutto si aggiunge il senso del gol, allora si intuisce facilemente il perchè di tanta stima ricevuta dall'ambiente. Mostruosamente presente in campo, attento, puntuale a tal punto da riuscire a caricare i tifosi, nell'esplodere il boato. A Milano è tornato e con merito a regnare il Milan, il club storico meneghino guidato dal Presidente più vincente della storia e soprattutto dal Principe Boateng, diffidate dalle imitazioni.
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