Cardinale e Furlani, leggete qua. Le ambizioni fortificate si sono sgretolate senza mai neanche essere costruite

Cardinale e Furlani, leggete qua. Le ambizioni fortificate si sono sgretolate senza mai neanche essere costruiteMilanNews.it
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di Antonello Gioia

C'è una costante nel Milan dell'era Red Bird: accontentarsi di obiettivi secondari - almeno per la storia del club - e finire a distanza siderale dalle rivali. Non esattamente un grande biglietto da visita. Da quando Gerry Cardinale è subentrato a Elliott, e Giorgio Furlani a Ivan Gazidis, i rossoneri non hanno mai realmente lottato per lo Scudetto e, al massimo, hanno puntato alla Champions League.

Di seguito il dettaglio campionato per campionato:

STAGIONE 2019-20
JUVENTUS: scudetto, 83 punti 
INTER:  secondo posto, 82 punti
MILAN: Serie A: 6° posto, 66 punti (17 punti dallo scudetto)

STAGIONE 2020-21:
INTER: : scudetto, 91 punti
MILAN: secondo, 79 (12 punti dallo scudetto)

STAGIONE 2021-22
MILAN: scudetto, 86 punti
INTER: secondo, 84 punti (-2 punti)

STAGIONE 2022-23: 
NAPOLI: scudetto, 90 punti
INTER: terza, 72 punti
MILAN: quarto, 70 punti (20 punti dallo scudetto, vai in Champions per penalizzazione Juve. Semifinale di Champions League persa con l’Inter). 

STAGIONE 2023-24
INTER: scudetto, 94 punti
MILAN: secondo, 75 (19 punti dallo scudetto)

STAGIONE 2024-25
NAPOLI: 82 punti, scudetto
INTER: 81 punti, secondo
MILAN: 63 punti, ottavo posto (19 punti dallo scudetto)

STAGIONE 2025-26 (in corso)
INTER: 82 punti
NAPOLI: 70 punti
MILAN: 67 (15 punti alla 35ª giornata)

La somma è semplice: i punti di ritardo accumulati dall'Inter sono 80, 102 quelli dallo Scudetto vinto sia dai nerazzurri che, per due volte, dal Napoli. Praticamente un campionato intero di distacco, praticamente un disastro su tutta la linea sportiva, che è quella che interessa di più in assoluto. Le ambizioni fortificate di cui parlava Furlani una volta preso il posto da amministratore delegato si sono sgretolate quasi subito, davanti a scelte scellerate e a fatti che non hanno mai confermato le parole della società. Dire che "i risultati economici devono essere accompagnati in un club come il Milan da quelli sportivi" non basta se poi si fa tutt'altro, se poi gli interessi personali valgono più di quelli del club, se l'unico obiettivo reale nella testa del management da raggiungere è quello dei conti in ordine e non di arricchire la bacheca dei trofei.