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Cardinale: nuovo Milan, vecchie abitudini. No ad aumenti di capitale, sì al player trading per evitare bilanci in perdita

Cardinale: nuovo Milan, vecchie abitudini. No ad aumenti di capitale, sì al player trading per evitare bilanci in perditaMilanNews.it
Oggi alle 14:00Primo Piano
di Manuel Del Vecchio

Nel mezzo del marasma che imperversa nel mondo Milan la stagione è comunque finita e una nuova ne inizierà presto. Anzi, c'è da attendere solo formalmente, visto che nei club "normali" questo è il momento di cogliere i frutti della programmazione effettuata nei mesi precedenti. Al Milan invece, come spesso succede, è stata fatta tabula rasa, e la sensazione è che comunque siamo solo all'inizio. Nella giornata di ieri un comunicato di RedBird Capital Partners ha annunciato la fine del rapporto lavorativo col Milan dell' AD Giorgio Furlani, del DS Igli Tare, dell'allenatore Massimiliano Allegri e del DT Geoffrey Moncada.

Al momento quindi è tutto nelle mani di Gerry Cardinale, Zlatan Ibrahimovic e Massimo Calvelli: i tre dovranno nominare un nuovo CEO, un Direttore Sportivo e ovviamente un nuovo allenatore, con il nome di Andoni Iraola che sembra essere quello più caldo di queste ore. Ma queste saranno solo tre prime pietre di un disegno decisamente più grande. Quali sono i calciatori su cui si punterà ancora (non era affatto necessario fare un distinguo ta i giocatori nell'incontro con la stampa)? Chi verrà ceduto? Ma soprattutto, quali saranno le strategie sul mercato? Il tetto ingaggi rimarrà lo stesso, sui 5-5,5 milioni di euro? Verrà data ancora enorme importanza al costo annuo dei giocatori (Nkunku è l'eccezione, la media è sui 12-13 milioni l'anno)? Ma soprattutto, quanto sarà fondamentale finire ogni stagione con il bilancio in attivo?

CARDINALE NON CAMBIA: NIENTE AUMENTI DI CAPITALE

La risposta è piuttosto semplice e sta nella natura dell'azionista di maggioranza del Milan, ovvero RedBird Capital Partners: un fondo d'investimenti, capeggiato da Gerry Cardinale, che gestisce circa 10 miliardi di capitale e che investe in vari settori, tra cui sport e entertainment. Tradotto: quando ha investito nel Milan (1,2 miliardi di cui metà ottenuti con un vendor loan, poi rifinanziato facendo uscire definitivamente Elliott, ndr) Cardinale ha trovato diversi investitori, "tradizionali" e non, a cui ha promesso tra X anni di ricevere un ritorno importante nell'affare nel momento in cui il Milan verrà ceduto, probabilmente dopo aver costruito il nuovo stadio e aver aumentato così il valore del club. Nel lasso di tempo tra le due cose, così com'è accaduto finora, è decisamente improbabile che possa andare a mettere altri soldi "a fondo perduto" con aumenti di capitale necessari per ripianare eventuali perdite.

NUOVO MILAN DI CARDINALE, RIMANE IL PLAYER TRADING

Continuerà ad avere grande importanza, forse troppa, il player trading: comprare a poco per rivendere a tanto, sia per continuare ad investire ma anche per ripianare eventuali rossi di bilancio dati dal mancato raggiungimento di determinati risultati sportivi e di conseguenza dai mancati introiri derivati dalla Champions League. L'anno scorso è stato ceduto in fretta e furia Reijnders per salvare il bilancio 24/25, quest'anno è da vedere cosa succederà: nell'estate 2025 sono stati ceduti, con grande plusvalenza, Thiaw, Theo ed Okafor. Pobega, Colombo e Jimenez sono stati riscattati da Bologna, Genoa e Bournemouth. Musah tornerà alla base, ma Chukwueze può ancora spostare gli equilibri: da capire se il nigeriano rimaràà al Fulham e porterà così circa 24 milioni di euro.

A spanne tutte queste cessioni potrebbero bastare per non chiudere l'esercizio in perdita, ma non è da escludere che ci sarà bisogno di ripetere un Reijnders bis. Di sicuro invece è che durante l'estate, quindi farà fede il prossimo bilancio, anch'esso senza Champions, bisognerà far fronte alla mancanza degli introiti della massima competizione europea: andrà aumentato il numero di giocatori in squadra per partecipare all'Europa League e di conseguenza può essere verosimile pensare che aumenterà anche il costo squadra. Come si conciliano le due cose? Con altre cessioni, com'è successo un anno fa. A meno che Cardinale non decida, e parliamo di un'ipotesi quasi fantasiosa, di accettare un esercizio in perdita e poi ripianare con un aumento di capitale. Anche perché il Milan è fuori dal Settlement Agreement UEFA e negli anni si è autoimposto un'austerity che gli permette anche di andare in rosso, senza esagerare, per un paio di anni senza che da Nyon tornino a bussare in sede.