Cosa c'è di buono...
La settimana lunga che ha avuto inizio esattamente dieci giorni fa con la prima (seconda?) giornata di campionato, porterà dietro di sé un bel po’ di strascichi. Soprattutto per il pareggio agguantato in extremis a Barcellona e per la dolorosa caduta nell’inferno del San Paolo. Una vera e propria debacle: prevedibile viste le tante assenze e lo stato di forma dell’avversario, deleteria per consolidare la forza palesata già lo scorso anno, e rendere l’idea che non è soltanto un lontano ricordo.
E’ sembrato fin da subito un lontano ricordo l’equilibrio dei Campioni d’Italia: la capacità di stare in campo come una grande squadra, e dominarlo, soprattutto dal punto di vista territoriale. Per la prima volta dopo mesi e mesi, alla voglia di controllare il gioco i rossoneri non sono riusciti ad abbinare l’equilibrio, sbilanciandosi a partire dai primissimi minuti contro un avversario che non aspettava altro che ripartire in contropiede, sfruttando la sua arma principe. Cos’è cambiato rispetto allo scorso campionato? E’ saltato alla vista un reparto mediano spaesato, incapace di fare filtro e reggere il peso di una squadra comunque lontana dalla forma ideale. Gargano e Inler, ringalluzziti dalla vena british di Tagliavento, hanno fatto la parte dei leoni contro Van Bommel e Seedorf, costringendoli ad una figura da adolescenti alle prime armi (o da vecchietti superati, che dir si voglia).
Bisogna ripartire, l’occasione propizia si presenterà tra due giorni contro un avversario storicamente complicato per i colori rossoneri.
L’anno scorso a San Siro contro l’Udinese finì con un pirotecnico 4-4, quest’anno Di Natale & co. hanno cominciato sulla falsa riga dello scorso anno e sono pronti a vendere cara la pelle contro chiunque. L’insidia è dietro l’angolo, ma anche se tutto sembra volgere per il verso peggiore – ci si mettono un po’ le assenze, un po’ la sfortuna, un po’ una condizione fisica di là da venire – la trasferta partenopea non è tutta da buttare. Soprattutto per chi ha ancora davanti agli occhi la spettacolare quanto inutile rete di Aquilani, un innesto che a grandi passi si sta inserendo in una squadra nuova, candidandosi ad un ruolo da protagonista. Ha fallito un altro gol facile, ma ancora una volta è stato tra i più vivi ed è rimasto sempre nel cuore del gioco. Qualche difficoltà in più sta incontrando Antonio Nocerino, più per ragioni atletiche che tattiche, dal momento che il centrocampista napoletano è tagliato per i per i vertici laterali del centrocampo. E poi c’è tempo, tanto tempo, da tradurre in punti e prove degne di un campionato da non cancellare. E’ solo così che si costruisce il futuro.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
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