Cosa ci faccio qua?
E adesso ci si mette pure Aguero. Già il livello di attaccamento alla maglia del City era per Mario Balotelli ai minimi storici, poi ci si è messa anche la prima giornata di Premier League, che ha visto gli azzurri di Manchester rifilare un poker in scioltezza ai neo-promossi dello Swansea, con una splendida doppietta del Kun, a farlo imbronciare ulteriormente. Da qui a un anno, il City sarà candidato al ruolo di protagonista in Europa: ha ancora un bel po' di difetti – messi a nudo dalle costanti penetrazioni di Nani & co durante il Charity Shield – ma in quanto ad estro, fantasia e concretezza, dalla trequarti in su non ha niente da invidiare alle grandi del Vecchio continente. Fin qui tutto bene, se non fosse in questo progetto Mario Balotelli ricopre un ruolo marginale, che non lo soddisfa e non può essere altrimenti.
Quella che per Silva, Aguero, De Jong e Dzeko rappresenta una casa a tutti gli effetti, per il giovane bresciano è quasi una prigione dorata, dalla quale uscire è tutt'altro che facile. Inutile negare che il numero 45 gradirebbe, e non poco, accasarsi a Milanello, ma aldilà delle smentite di Galliani – divenute praticamente di rito, e su più fronti, negli ultimi mesi – portarlo via da Manchester è un'impresa complicata persino per Mino Raiola, al solito abilissimo a mettere i propri assistiti nelle condizioni ideali per dare il massimo. L'unica strada percorribile sarebbe quella del prestito, che al momento, in casa Milan, non è comunque contemplato. Giocasse da mezzala...
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