Da Mister X a sentirsi "leader": serve un bagno d'umiltà
L’abbiamo ammirato andare in rete con continuità e stupire tutti con una serie di prestazioni sopra la media, si è meritato l’affetto della tifoseria ed un coro della curva, Mister X Nocerino aveva attirato le simpatie di tutti, ma sembra tradire le aspettative in questa seconda stagione in rossonero.
Il ragazzo di Napoli era arrivato al Milan al photofinish del mercato estivo 2011, in sordina e fra lo scetticismo generale, ma in punta di piedi aveva saputo conquistare Allegri prima e l’esigente pubblico di San Siro poi. Lottatore nell’anima, la mezz’ala classe ’85 si era preso la scena a suon di gol (ben 11 nella scorsa stagione, secondo miglior marcatore milanista alle spalle dell’inarrivabile Ibrahimovic) e dimostrazioni di umiltà. Una stagione da incorniciare, figlia delle grandissime giocate dell’uomo col nasone, la coda da barbaro ed il numero 11 sulle spalle (puntualmente ringraziato ad ogni singola marcatura dal Noce) e delle qualità innate di questo incursore di centrocampo che tanto bene si era calato negli schemi di Massimiliano Allegri.
Una pedina fondamentale nel Milan dello scorso anno, avvolto da un alone di gloria, Antonio Nocerino da Borgo Santa Lucia in questa stagione sembra aver perso le proprie origini da gregario, calatosi in una veste che non gli appartiene. Saranno state le lodi che ne abbiamo tessuto quando maramaldeggiava sui campi di mezza Europa (prendendosi il lusso di mettere a segno un gol al Camp Nou, contro gli alieni di Guardiola in un quarto di finale di Champions League), saranno state le partenze dei leader di uno spogliatoio svuotato dalla difficile estate del diavolo, ma il numero 8 rossonero (sarà stato anche il cambio di numero, con la responsabilità di quello che per oltre 10 anni è stato di un certo Gennaro Ivan Gattuso, mica l’ultimo arrivato) ha cambiato radicalmente atteggiamento.
Dal ragazzo umile, concentrato ed “operaio” che prendeva gli “scappellotti” dei compagni mentre parlava ai microfoni dopo un gol della scorsa stagione, al “leader” forzato che riprende i compagni in campo, prova giocate da numero 10 e si prende lussi che le sue possibilità tecniche non gli permetterebbero di quest’anno.
E’ cambiato lo sguardo di Nocerino, è cambiato l’atteggiamento in campo, è mutata l’attenzione e sembrano diversi i toni con cui risponde quando è interrogato. Dal ragazzo che ringraziava all’infinito per l’opportunità d’indossare la maglia del Milan, a quello che parla di moduli che non si confanno alle proprie qualità, dal giocatore che faceva legna e s’infilava negli spazi con la cattiveria e la fame di chi ha voglia di arrivare, a quello che passeggia per il campo, cercando la giocata, risparmiandosi in fase difensiva con l’aria di chi si sente arrivato.
Non ce ne voglia il Noce, non è accanimento nei suoi confronti, ma il suo imborghesimento è un po’ l’emblema del ridimensionamento di questo Milan. Non siamo qui a condannare il singolo, ma lo prendiamo quale esempio di un atteggiamento errato che troppo spesso riscontriamo nel diavolo in questa stagione, come se l’assenza di leader veri (eccezion fatta per capitan Ambrosini, forse troppo solo al comando) abbia lasciato spazio alle manie di grandezza di chi sino all’altro giorno era ritenuto semplicemente un gregario. Non che la personalità non sia bene accetta, tutt’altro, ma sarebbe il caso che Antonio Nocerino ed i suoi compagni iniziassero a ritrovare la propria dimensione, la propria voglia di correre, di vincere, la fame e l’umiltà che li ha spinti a dare qualcosa in più per guadagnarsi la maglia che oggi indossano.
Testata giornalistica Aut.Trib. Arezzo n. 8/08 del 22/04/2008
Partita IVA 01488100510 - Iscritto al Registro Operatori di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale e responsabile: Antonio Vitiello
© 2026 milannews.it - Tutti i diritti riservati
Sito non ufficiale, non autorizzato o connesso ad A.C. Milan


